lunedì 3 ottobre 2016

Promozione della lettura. Maratona di lettura; Concorso fotografico e mostra (28.10.2016)




In occasione delle campagne di promozione della lettura "Libriamoci a scuola 2016", "#IoIeggoperché", "International School Library Month", promosse rispettivamente dal Centro del Libro e della Lettura (Cepell - MiBACT), dalI'AIE (Associazione Italiana Editori), e dalla IASL (International Association of School Librarianship), il Dipartimento di Lettere e la Biblioteca d'istituto hanno programmato le iniziative in  oggetto.

La Maratona di lettura "Readathon", a cui aderisce anche il Dipartimento di Lingua inglese, avrà luogo in Aula Magna venerdì 28 ottobre dalle ore 9.00 alle ore 13.50 e prevede la lettura ad alta voce, da parte di studenti e personale della scuola, di brani tratti da racconti o racconti brevi di vario genere, e il coinvolgimento di alcuni ospiti (scrittori, storici, attori ecc.), disponibili per la presentazione e la lettura di brani. I partecipanti quali "lettori" comunicheranno i racconti o brani scelti e il tempo necessario per la loro lettura entro e non oltre il 12 ottobre p.v., rivolgendosi presso la Biblioteca d'Istituto alle docenti referenti, prof.sse Rosemarie Della Scala e Daniela La Macchia. Per ragioni organizzative, considerata l'esiguità dei posti disponibili, quanti interessati tra i destinatari della presente si iscriveranno all'evento entro il 22 ottobre, specificando il ruolo (uditore, lettore, commentatore di filmati e/o immagini ...). I docenti che desiderano aderire con le rispettive classi sono invitati a valutare preliminarmente l'effettivo interesse dei propri alunni al fine di assicurare una platea attenta e partecipe.

Nell'ambito della manifestazione, una novità è rappresentata dal concorso fotografico e relativa mostra "/otogro/io come racconto" (fotografia come narrazione / narrazioni espresse tramite foto). Le fotografie, stampate a cura dei partecipanti dovranno rispettare il forrmato cm 20x30, essere consegnate in Biblioteca e anche inviate in formato jpg all'indirizzo biblio.garibaldi.roma@gmaiI.com entro le ore 12.00 del 22 ottobre p.v., specificando la relativa categoria: A) "Studenti"; B) "Personale". 
Si potrà concorrere con una fotografia o con un massimo di tre immagini in sequenza - queste ultime, possono essere singole o raggruppate in una - purché il risultato finale sia comunque in formato 20x30. Le foto ritenute più significative verranno premiate da una giuria nominata dalla Commissione  Biblioteca.

Per ulteriori spunti, per le letture sia per il concorso fotografico, si segnalano le seguenti tematiche: Legalità; William Shakespeare; Miguel de Cervantes; Ludovico Ariosto; Roald DahI (v. allegato), proposte dal Cepell e il MIUR per "Libriamoci 2026", e "Learn to decode your world" (Impara a decodificare il mondo intorno a te), proposta per l'ISLM 2016 dalla IASL per il "Bookmark Exchange Project" (progetto di scambio segnalibro tra scuole).

Inoltre, si portano a conoscenza i gemellaggi effettuati nell'ambito della campagna "#ioIeggoperché" (http://www.ioleggoperche.it) con le librerie "Nuova Europa - I Granai" (Centro Comm.le I Granai), "Pagina 348" (Viale Cesare Pavese, 348) e "Silvio D'Amico" (via Silvio D'Amico, 1), presso le quali, dal 22 al 30 ottobre sarà possibile acquistare libri da donare alla Biblioteca d'Istituto. Tale donazione sarà poi raddoppiata dagli editori con un numero pari di volumi, con  l'obiettivo  di ampliare  e aggiornare  le collezioni  della  biblioteca  di  questo  Istituto, aderente  al progetto

Vedi Circolare n. 30 del 1.10.2016 clicca qui

lunedì 12 settembre 2016

Biblioteche scolastiche costruite per l’era digitale:il caso del Centro di risorse multimediali della Tamagawa Academy

Seminario sulle  biblioteche scolastiche
Roma, 16.09.2016




Una panoramica sulle biblioteche scolastiche giapponesi e sul cambiamento in atto dagli anni ’90 dello scorso secolo che ha portato alla realizzazione di biblioteche scolastiche progettate in modo nuovo; si presentano modelli tradizionali e modelli nuovi di biblioteche scolastiche giapponesi, per poi riflettere sui problemi (per esempio, la riorganizzazione delle collezioni e degli spazi) con cui le biblioteche si devono confrontare nell’era digitale. Tra le biblioteche più innovative, per concezione degli spazi, tipologia di servizi e attività, si colloca quella della Tamagawa Academy, Tokyo, strutturata quale “Centro di risorse multimediali” e dotata di un Learning commons capace di servire gli studenti e gli insegnanti (dalla scuola dell’infanzia all’università) e anche i genitori dei giovani allievi.

Segue un approfondimento della funzione educativa di tale biblioteca. A tale proposito viene illustrato il “WAZA for Learning”, il modello di information literacy (alfabetismo informativo) sviluppato dal team della Tamagawa Academy sulla base dei principi della Guided Inquiry. Si presentano a scopo esemplificativo le principali attività realizzate in maniera processuale e longitudinale, e si riportano, sotto forma di studio di caso, i risultati della ricerca empirica per la valutazione dell’efficacia del corso di information literacy realizzato dalla biblioteca con la collaborazione degli insegnanti curricolari.

venerdì 6 maggio 2016

Alia Nour - Incontro con l'autore





Oggi venerdì 6 maggio 2016, dalle ore 11.10 alle 13.00, in Aula Magna si è svolto l'incontro con  la scrittrice Alia Nour, autrice di Confiteor Mea Culpa. Tale iniziativa, coordinata dalla Prof.ssa De Matteis, rientra nel programma nazionale di promozione della lettura “Maggio, mese dei libri” promosso dal CEPELL/MiBACT e dalla  IASL*









Gli studenti delle classi 3^ C, G e M, 4^ D e G accompagnati dai loro docenti, hanno seguito la lettura ad alta voce di alcuni brani dal libro, proposti da allievi delle classi partecipanti.


Lettura ad alta voce













Il pubblico e la discussione













Un ringraziamento all'autrice per aver accettato il nostro invito
 ad un incontro con l'autore
 del Maggio dei Libri

 Alia Nour insieme ala prof. De Matteis





Alia Nour, nata a Napoli nel 1961, vive e lavora a Roma.E' insegnante di danza orientale, iscritta alla F.I.D.S, Federazione Italiana Danza Sportiva, tecnico di gara, coreografa, danzatrice e danzaterapeuta, autrice di testi teatrali. Dopo una formazione classica fondata sulla base della tecnica egiziana, acquisita con Salua Nanni, Lara Navarra Rocchetti, Cristina Signoriello, tutte allieve di Saad Ismail, incontra Yasmin Nammu  che arricchisce la sua preparazione apprendendo da lei nuove tecniche d'insegnamento oltre la ricerca di tradurre l'emozione, nel movimento, scultrice, autrice di spettacoli di teatro danza. 

Prima classificata nella sezione gruppi, al concorso internazionale di danza orientale a Norcia, premio "Raffaele Paganini" al teatro Mediterraneo di Napoli come migliore coreografia gruppi, premio della circoscrizione alla quale appartiene per l'impegno e la professionalità nella danza.
Rivolgendosi all'esperienza di teatro danza realizza il suo primo spettacolo "Noi ...Nero su bianco" andato in scena al teatro "Elsa Morante" di Roma e con il patrocinio morale dell'assessorato alla cultura. In seguito realizza "Uomininprogress" andato in scena sempre al teatro"Elsa Morante " e con il patrocinio morale dell'assessorato alla cultura.

Nel 2003 ha pubblicato un racconto all'interno del volume Storie aperte edito da Einaudi per l'Università La Sapienza di Roma. "Confiteor - Mea Culpa" è il libro con cui esordisce nella narrativa, edito da E.S.S. Editorial Service System Srl.

Si ringraziano per l'organizzazione la prof. De Matteis, la prof. Marquardt nonchè e il prof. Corte per quanto riguarda il sito web.


*Promosso dalla IASL (International Association of School Librarianship), da anni si celebra il mese internazionale delle biblioteche scolastiche. I docenti bibliotecari (teacher librarians) sono chiamati ad organizzare eventi nelle loro biblioteche durante questo mese, e segnalarli all'associazione entro l'8 novembre.

sabato 2 aprile 2016

L'uomo e l'universo di ERVIN LASZLO






L'uomo e l'universo di ERVIN LASZLO




di Yasmin Soltani III D

L'uomo e l'universo è un libro di Ervin Laszlo, filosofo e musicista; è fondatore del Club di Budapest; è stato candidato per due volte al premio Nobel per la pace.
Laszlo afferma, in qualità di musicista, che non si deve mai guardare una nota sola, ma il tutto, e domandarsi:
"Che cosa dice a me e che cosa dice agli altri?"
Fu invitato a creare una rete di comunicazioni con l'UNITAR (istituto per la fondazione e la ricerca) e in seguito cominciò una progressiva collaborazione con l'ONU.
Ha cercato di sviluppare una teoria generale applicabile dall'evoluzione dell'intero universo, a un mondo biologico e agli sviluppi sociali.

"Perché dovrei essere io ad accettare la sfida di scoprire il significato degli eventi, e alla luce di questo, assumerne la responsabilità attraverso l'azione?"

"Perché mai dovremmo preoccuparci del domani? È sufficiente curare i nostri interessi odierni, e questa è la cosa migliore che posiamo fare"

Con queste parole Laszlo descrive il comportamento odierno che gli esseri umani adottano, i quali riconoscono la loro individualità, escludendo il fattore sociale.
Nella prima parte del libro L'uomo e l'universo Ervin Laszlo tratta dei problemi sociali, ecologici, ed economici che nel futuro colpiranno la società. Secondo il suo pensiero, la capacità del nostro mondo di sostenere la specie umana si è progressivamente ridotta.
"Arriveremo ai limiti estremi della sostenibilità del pianeta". Il nostro pianeta non può mantenere più di due miliardi di persone che vivano come gli abitanti dei paesi più industrializzati; e continuare ad aumentare il nostro livello di vita materiale significa escludere la possibilità che altri aumentino il proprio.
Laszlo ripercorre i cambiamenti negli anni 70' e 80': lo sviluppo di nuove tecnologie e il ricordo dello shock provocato da catastrofi come quelle verificatosi a Three Miles Island, a Bhopal e a Chernobyl. 






"Il mondo della materia e dello spazio interagiscono"

Ervin Laszlo, in quanto filosofo scientifico, spiega la concezione della realtà; la visione di un universo fondato su una realtà 'energetica' (più esattamente si parla di energia virtuale dello spazio-tempo).
Nella visione emergente della nuova fisica, la realtà fisica non è materiale: non c'è la 'materia assoluta', solo un assoluto campo energetico virtuale che genera materia. Grazie alle teorie formulate da Albert Einstein, Stephen Hawking, Arthur Eddington, possiamo dire che tutte le cose che hanno una natura materiale, compresi i nostri corpi, sono complesse onde statiche che risiedono nel campo energetico sottostante l'universo.
Il libro affronta inoltre il tema dell'evoluzione, dalla teoria darwiniana ai mutamenti casuali della selezione naturale cui ancora oggi cerchiamo di attribuirne un nesso logico.ù

"Il caso non può spiegare come molte caratteristiche anatomiche di piante e animali siano condivise, malgrado questi si siano evoluti in luoghi assai differenti"

Dalla concezione della realtà all'evoluzione, Laszlo ci descrive una teoria da lui sostenuta, ma non ancora verificabile. Il filosofo, afferma che si può pensare che il Big Bang (generatore del nostro universo) non sia il solo, ma che ci siano stati precedenti universi che hanno lasciato le loro tracce o informazioni per gli universi futuri, come le informazioni su internet che rimangono finché non vengono cancellate.                                                                                                                

Ciascun universo può perciò costruirsi sulla base dell'informazione creata e lasciata dall'universo precedente.
Ogni universo diventa perciò più sofisticato, si sviluppa a un livello più alto e veloce, perché si trova in condizioni più favorevoli rispetto al precedente.

Ervin Laszlo, infine ci spiega cos'è veramente la filosofia della scienza.

"non è una disciplina che possa essere prodotta, ma è un'impresa creativa la quale richiede qualcuno che abbia conoscenze scientifiche, capace di illustrare le idee in modo da renderle comprensibili alla gente"

giovedì 1 ottobre 2015

IASL Ottobre 2015 International School Library Month



Ottobre mese internazionale della Biblioteca Scolastica promosso dalla IASL (International Association of School Librarianship),  Ai docenti bibliotecari (teacher librarians)   viene chiesto di promuovere di organizzare eventi nelle loro biblioteche durante questo mese, e segnalarli all'associazione entro l'15 novembre 2015.

Il tema quest'anno "The School Library Rocks"  "La Biblioteca Scolastica è troppo forte!"
Infatti in questo caso "to rock" vuole dire è fantastico, geniale, figo, forte.

Attività previste:


  • Progetto segnalibri


  • Progetto Skype


mercoledì 30 settembre 2015

Omaggio alla Catalogna di George Orwell





"E poi l'Inghilterra – l'Inghilterra meridionale, probabilmente il paesaggio più curato del mondo. Quando lo si attraversa, soprattutto se, reduci dal mal di mare, si è tranquillamente sprofondati fra i morbidi cuscini del treno che dal porto va a Londra, riesce difficile credere che qualche cosa da qualche parte accada veramente. Terremoto in Giappone, catastrofi per fame in Cina, rivoluzioni in Messico? Nessuna preoccupazione, domattina il latte sarà come sempre davanti alla porta di casa e il «New Statesman» uscirà venerdì." da Omaggio alla Catalogna

Recensione di Paolo Amadio

Omaggio alla Catalogna è un testo che probabilmente non si sarebbe potuto scrivere in nessun altro secolo. L'approccio alla guerra civile spagnola del 1936-39 di questo scrittore inglese nato in India nella middle class è infatti esemplare, nel panorama culturale europeo, circa il rapporto tra l'intellettuale e la società che si sviluppò nel secolo scorso.
Ipotizzando un percorso che vede la nascita dell'intellettuale moderno come cortigiano rinascimentale, che attraversa l'epoca moderna facendosi sempre più guida della società, prima dei sovrani, poi con l'Illuminismo delle èlite, quindi con il pensiero dell'800 della borghesia, fino a comprendere nel '900 tutte le classi sociali, all'apice di questo percorso, che vede nello stesso "secolo breve" invertire la propria tendenza e progressivamente diminuire la sua capacità di incidere sulla realtà a vantaggio del sapere tecnico-scientifico, a sua volta asservito al mercato, al culmine di questa parabola, appunto, si colloca la vita e l'opera di Orwell. Pensiero e azione coincidono con ammirevole coerenza, superando le altrimenti inevitabili contraddizioni, nella scelta di andare a rischiare la vita (effettivamente messa a repentaglio da una pallottola che gli attraversò la gola) in nome di un ideale, quello anarchico.
In nome di diversi ideali, corrispondenti a diverse visioni della società, ma tutti avversi al fascismo e al nazismo, decine di migliaia di volontari, intellettuali, scrittori, militanti politici e semplici simpatizzanti della repubblica spagnola si unirono alla lotta contro il generale Franco, lasciando il lavoro, gli affetti, la sicurezza, insomma le loro vite per metterle a disposizione della causa, spesso fino all'estremo sacrificio della morte. Repubblicani, democratici, socialisti, anarchici, trozchisti e comunisti diedero vita ad uno slancio meraviglioso che per la prima volta si opponeva all'arroganza dei regimi totalitari (si tenga presente che si era appena conclusa la Guerra d'Etiopia col trionfo di Mussolini, mentre Hitler procedeva col riarmo). Orwell non fece in tempo a partecipare alla conclusione negativa di questo primo grande scontro, perché con la presa del potere della corrente comunista, appoggiata dall'Unione Sovietica, gli altri partiti ed i sindacati ad essi legati vennero sciolti e poi dichiarati fuori legge, contribuendo, in questo modo, alla vittoria di Franco, anche se questa scelta permise un contributo militare maggiore da parte della Russia. Al di là degli esiti, l'esperienza di Orwell, narrata in uno scritto autobiografico dove non si cela alcun rimorso e tanto meno rimpianto per il proprio contributo, rivela quella totale adesione ad un'idea, ad una classe sociale, alla vita, ma senza rinunciare alla propria individualità: era sposato e sua moglie era con lui in Spagna. Commovente è poi la fiducia nei confronti di quell'umanità che ha scelto di stare con il progresso, al di là delle varie correnti. Uno slancio che negli anni successivi verrà frenato ed in parte rivisto, dato che Orwell dedicherà le sue opere più famose alla denuncia dei limiti e delle aberrazioni apportate all'idea di rivoluzione dallo stalinismo. Ma che non intacca la sua fiducia nella possibilità di una società migliore, più giusta e più libera. 
Sono trascorsi circa ottanta anni dallo stesura di Omaggio alla Catalogna, eppure sembrano dieci volte tanto. La distanza è immensa da ogni punto di vista. L'Europa non è più il centro del mondo, il nazifascismo è stato sconfitto dal comunismo che è stato vinto dal capitalismo, il quale a sua volta sta tramontando in favore di un sistema economico e sociale in cui tutti i vecchi rapporti tra i fattori economici si stanno modificando. Dal punto di vista della cultura e degli intellettuali, i mutamenti sono ancora più evidenti. Il produttore di cultura impegnato, ribelle e anticonformista è scomparso; al suo posto pallide imitazioni galleggiano come possono in nicchie sempre più ristrette del mercato. La battaglia per lo sradicamento all'interno della società è persa definitivamente: lo scrittore, il filosofo, hanno ben poco da dire, e anche se l'avessero nessuno gli riconosce più un ruolo di guida, un'autorità quanto meno morale.
Di questa mancanza di presa sulla realtà, di isolamento ed anche in fondo di svogliatezza, di spirito rinunciatario sembra una testimonianza esemplare lo scritto, anch'esso autobiografico, Il desiderio di essere come tutti di Francesco Piccolo. Lo scrittore casertano tratta infatti del bisogno di sentirsi parte organica della società, all'interno di un testo molto meno avvincente di quello di Orwell ma altrettanto lucido, a riprova dell'incapacità accertata degli intellettuali - quanto meno italiani - degli ultimi decenni di agire e di modificare la realtà.
Eppure, in un'epoca di confusione dovuta all'ipertrofia dell'informazione, di incertezza provocata dalla rapidità dei mutamenti, rimane ed anzi diviene ancor più essenziale il ruolo di coscienza critica, che però non fa audience, non vende, se non quando si accompagna ad azioni spettacolari, curiose, visibili. Orwell, in Omaggio alla Catalogna, metteva già efficacemente a fuoco i pericoli del controllo dei mezzi di comunicazione. Oggi lo stesso problema si ripropone ampliato, mentre la controinformazione arranca, limitata, nella sua capacità di essere propositiva, da disegni vaghi e irrealizzabili di impossibili alternative totali non solo al sistema politico, economico e sociale, ma anche alla tecnologia ed ai suoi sviluppi.
Se l'intellettuale fatica ad ascoltare e ancor più a farsi ascoltare, il ruolo di coscienza critica della società dovrà essere necessariamente preso dai detentori del sapere tecnologico. Sperando che si accorgano che il mezzo utilizzato non è il fine. Quello era e rimarrà l'humanitas.


mercoledì 16 settembre 2015

Riflessioni su Il viaggiatore notturno di Maurizio Maggiani





Ascoltate, è ancora il tramonto sul colle dell'Assekrem. Giallo, ocra, azzurro, oltremare, carminio. Cielo, terra, montagne e valli.

Tutto.

Ma giù nelle gole c'è già il crepuscolo e la notte. Rosa, terra bruciata, viola, nero. Il nulla laggiù.

L'aria è così limpida che l'increspatura dell'ultimo orizzonte potrebbe essere all'altro capo del mondo. Se la Terra fosse piatta. E il fondo della valle su cui sta poggiando la roccia dell'Assekrem, il centro della Terra. Se il cuore della Terra fosse freddo come i crepacci a quest'ora della sera.

di Paolo Amadio

Questa non è una recensione. Informazioni utili sul romanzo come la trama, i personaggi, il prezzo non figurano in queste poche righe intese come semplici riflessioni da condividere o rigettare solo dopo aver letto l'opera. Tuttavia, in qualche modo, ne sono un invito alla lettura.

So che qualche lettore è rimasto disorientato dalla struttura de Il viaggiatore notturno, perdendosi in una scrittura più riflessiva che narrativa e che a volte sembra insistere puntigliosamente sulle stesse frasi, gli stessi concetti. Forse questo disorientamento nasce dal fatto che questa opera si colloca all'intersezione di due diversi generi, il reportage letterario e il romanzo. Del primo prende la verità dei fatti narrati, lo stile pacato ma allo stesso tempo la prontezza e la competenza nel cogliere il colore, l'essenza delle cose, dei luoghi e delle persone che descrive. Del secondo prende ciò che non è e non può essere vero. Perciò tutto sommato è un romanzo, e come tale l'editore lo ha pubblicato.

Come tutti i romanzi ambientati lontano, anche se non lontanissimo, almeno geograficamente, affronta fondamentalmente il tema della visione del mondo e della vita da un punto di vista diverso da quello europeo ed occidentale.
Solo che l'alter ego di Maggiani, la voce narrante in prima persona, lo ha fatto per lavoro; la stessa scelta la fece invece per sempre Père Foucauld, ex ufficiale francese ritiratosi nel deserto per sposare il punto di vista, fisico e culturale, dei Tuareg. In compenso il protagonista conosce anche la Bosnia, che pur trovandosi ampiamente all'interno dei confini geografici e culturali del Vecchio Continente ha aderito ad una visione del mondo differente ed antagonista a quella occidentale. Mentre al di qua della cortina di ferro si tentava (faticosamente) e si tenta (ancor più faticosamente) di conciliare stato e individuo, il comunismo balcanico diede vita ad una società basata sulla presunta coincidenza di altri due concetti: stato e popolo. Quando non combaciarono più, fu separazione violenta.

Come si parla in maniera universale di un popolo, anzi, dell'umanità in generale? Seguendo un'esistenza individuale. Quelle di Dinetto, Zingirian, Jibril sono vite accomunate da un approccio pratico, un problema e una soluzione. Senza il superfluo. Ecco la chiave di lettura del romanzo, il messaggio: vivere senza il superfluo, narrare senza il superfluo. Ecco perché quest'opera affascina: la superficialità è il contrario della semplicità, anche se talvolta si confondono. Ma la semplicità serve ad arrivare a ciò che è importante. Ed è importante, sembra dirci Maggiani, vivere senza il lusso nella vita, così come scrivere senza retorica. Ne è un esempio, forse il più convincente di tutto il libro, il racconto della sepoltura delle vittime di Tuzla: la narrazione di una tragedia immane senza enfasi, appunto senza retorica, e che contemporaneamente riesce a mantenere un'ottica individuale, senza cioè scadere nell'asettico, nell'impersonale, nell'astratto. Rimanendo dentro al fatto, tra le persone, eppure resistendo al delirio delle emozioni smisurate che pure tali avvenimenti devono aver generato anche in un semplice spettatore.
In più, sullo sfondo, l'autore tocca altri temi, anch'essi poco frequentati dalla nostra modesta letteratura contemporanea: il rispetto della natura, inteso come necessità vitale e non come elegante prassi delle belle anime, ed una riabilitazione dell'etica lavorativa come contrappeso allo spreco dell'esistenza.


Maurizio Maggiani

Vi proponiamo alcune citazioni dal libro:

Cerchi chi devi cercare, incontri chi devi incontrare. Sono sempre i piedi che Dio muove per primi.

Esistere è la mia preghiera, come esisto è come prego.

La cosa che più conta di un viaggio è non smettere di viaggiare.

Solo quando non so dove andare so che arriverò da qualche parte. Solo quando ho una meta so che 
 non arriverò mai.

Non tutto ciò che esiste è reale.

Mi piaceva essere figlio di un proletario, mi piaceva la parola. Me l'aveva spiegata: "proletario" vuol dire che un uomo possiede solo la sua prole. Io ero la prole di mio padre ed ero contento anche di essere la sua unica proprietà.

Sto imparando che non serve sempre saper vedere una ragione, che si può essere nudi e scalzi di qualsiasi ragione e non per questo essere meno veri di un fuoco acceso nella notte.

Maurizio Maggiani, Il viaggiatore notturno, Giangiacomo Feltrinelli Editore