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mercoledì 16 dicembre 2020

L'albero dei libri di Piero Leoni

 

Ed ecco cosa ha regalato Babbo Natale alla nostra Biblioteca nel 2019
Aggiornamento del 16.12.2020 e 17.12.2020

Come già ricordato in altro post, se Babbo Natale è passato dalla Biblioteca dell'ITA Garibaldi "Luisa Panattoni" a dicembre 2019 è soprattutto grazie all'idea, al lavoro di passaparola, al battage pubblicitario compreso il volantinaggio e l'affissione di istruzioni e promemoria su tutte le porte delle aule da parte del prof. Piero Leoni.

E dopo? Come doveva andare e come è andata...
ecco l'elenco grafico fatto di colorate copertine seguirà catalogazione in rete per la quale attenderò l'arrivo di Riccardo che collabora con la Biblioteca già dall'anno scorso con aggiunta dell'abstract per ogni libro e poi saranno disponibili per il prestito!


Questi gli intenti ed il lavoro programmato già da tempo. Riccardo è arrivato a febbraio, abbiamo iniziato a lavorare, ripassare.  Lui influenzato di brutto, il suo assistente idem e alla fine anche io mi sono presa quella brutta influenza. E meno male che ancora a Roma il Covid19, se girava, noi non lo sapevamo. Anche la bronchite mi è venuta, così che ho fatto appena in tempo a rientrare a scuola e a fine febbraio le scuole sono state chiuse e con loro anche questi bei libri sui quali lavorare. Doveva prendere servizio anche la volontaria del servizio civile che tramite Biblioteche di Roma era stata assegnata al nostro Bibliopoint e alla quale io avrei fatto da tutor di Bibliopoint e invece il Covid19 ci ha bloccato. 


prof. Piero Leoni


Riccardo Baroni 3C


Eleonora Manerelli  2D


prof. A. Natangelo


Sofia Suzzi  2D


Classe 5B


Riccardo Baroni 3C


Leonardo Masello  2C


prof. Piero Leoni


Federico Pappo 3D


Francesca Giustini


prof. Armelle Queyras


Famiglia Del Monte


prof. Piero Leoni


prof. Armelle Queyras


prof. Piero Leoni


prof. A. Natangelo


prof. A. Natangelo


prof. A. Natangelo


prof. A. Natangelo


Giulia Rosatelli 1D


Michelangelo Greco  2A


Mario Pisanti  1D


Sofia Suzzi  2D


Sara Cacioppo 3D


prof. Piero Leoni


Erica Cuscusa

                                                                      prof. Piero Leoni
                                               

prof. Piero Leoni









mercoledì 24 giugno 2020

Leggiamo ad Alta Voce - Il biglietto da visita


Come chi ci ha seguito assiduamente saprà, durante il periodo di  "lockdown", tra le tante letture che siamo riusciti a fare o ricevere, ce ne sono alcune,  che ci sono arrivate dal nostro quartiere tramite il  "Comitato di Quartiere Grottaperfetta" questa in particolare è una lettura di una farsa di Achille Campanile, letta dalla Compagnia "I  Grotteschi" formata da Daniele D'Amico, Maria Paola  Barbieri, Elizabeth Vuillemin e Carlo Petrini.
Achille Campanile è certamente tra gli autori italiani uno dei più interessanti e che a chi vi scrive piace moltissimo. Il suo umorismo asciutto ed arguto, puntuale e preciso, che rende nelle sue opere alcune situazioni surreali, è di un'eleganza straordinaria. Ripassate qui da noi, perché I Grotteschi, che ringraziamo, hanno in serbo per voi ancora delle altre brevi chicche.
Cogliamo qui l'occasione per ringraziare anche il Presidente del Comitato di Quartiere Grottaperfetta per la sua fattiva collaborazione che ha reso questa iniziativa congiunta possibile.
Non solo come Bibliopoint di Biblioteche di Roma, la collaborazione con il territorio è qualcosa a cui noi teniamo.




Buon ascolto.

La vostra Biblioprof.



Achille Campanile
Scrittore italiano (Roma 1899 - Lariano 1977); ha collaborato a numerosi periodici occupandosi anche di cinema e di televisione. Il suo umorismo, quando non inclina al malinconico e al crepuscolare, attinge felicemente e senza remore alla farsa e alla freddura, spingendo fino all'assurdo situazioni sentimentali e luoghi comuni. Dopo il grande successo iniziale e l'influenza sul giornalismo umoristico tra le due guerre, una rinnovata fortuna è toccata agli ultimi anni dello scrittore, che è stato considerato un precursore del contemporaneo teatro dell'assurdo, soprattutto per le Tragedie in due battute (raccolte definitivamente nel 1978 ma già note dai primi anni Venti) e per alcuni atti unici (Centocinquanta la gallina canta, 1924, e L'inventore del cavallo, 1925, messi in scena da A. G. Bragaglia, che ne coglieva la matrice futurista). Quasi altrettanto geniale il prolifico narratore: Ma che cos'è quest'amore?, 1927; Se la luna mi porta fortuna, 1928; Agosto, moglie mia non ti conosco, 1930; In campagna è un'altra cosa (c'è più gusto), 1931; Chiarastella, 1934; Il diario di Gino Cornabò, 1942; Viaggio di nozze in molti, 1946; Il povero Piero, 1959; Trattato delle barzellette, 1961; Manuale di conversazione, 1973; Gli asparagi e l'immortalità dell'anima, 1974; Vite degli uomini illustri, 1975; L'eroe, 1976. Postumo è comparso l'autobiografico Benigno, 1981.

Fonte EnciclopediaTreccani

sabato 20 giugno 2020

Leggiamo ad Alta Voce - La Peste

Questo  sabato, in ritardo rispetto alla nostra tabella di marcia, per problemi legati al mio rientro in presenza a scuola, pubblichiamo una lettura della nostra collega e amica Angela Fraticelli da La Peste di Albert Camus.
La prof. Fraticelli, che ringraziamo per questa nuova lettura, nella registrazione introduce il brano. Pertanto rispetto ad altri post il mio lavoro di introduzione è agevolato. E' incredibile, aggiungerei, comunque, quante similarità, seppure nella diversità dovuta all'epoca, il romanzo presenti con la situazione che abbiamo vissuto e che stiamo vivendo: la reazione delle persone, le precauzioni prese o non prese, i ritardi,  l'esortazione finale a prepararsi a future epidemie. Camus deve aver attentamente studiato la Storia, le epidemie del passato, per poter raccontare in una storia frutto della sua fantasia, con tale lucida precisione e dovizia di eventi che anche noi abbiamo vissuto oggi, una storia che tanto assomiglia al nostro 2020 di pandemia. Questo avrebbe dovuto e dovrebbe farci riflettere. Non si può stancarsi di dirlo.

Come sempre, spero di avervi incuriosito, vi ricordo che siamo un team dal numero perfetto, anche se voi che ci seguite sapete chi siamo (Sirio, Daniela ed io). Il lavoro svolto nei mesi passati è frutto del lavoro di noi 3 non solo mio. Ci siamo riuniti frequentemente online, abbiamo pensato, programmato, contattato colleghi e alunni (che si sono rivelati molto timidi) e il territorio (Comitato di Quartiere Grottaperfetta), ci siamo costantemente messaggiati per organizzare, a qualunque ora. Abbiamo pensato sin dall'inizio di non fermarci, di creare un filo che ci ha tenuti uniti (le statistiche del blog ce lo dicono), perché la scuola è anche questo. Un filo di seta, forte, come può e deve essere l'offerta di cultura, per attivare il  pensiero, la curiosità ed dare opportunità di approfondimento agli utenti.


Strepitose immagini a cura del prof. Corinaldesi




Albert Camus
Scrittore francese (Mondovi, Algeria, 1913 - Villeblevin, Yonne, 1960). Rimasto prestissimo orfano di padre, morto nella battaglia della Marna, conobbe un'infanzia e una giovinezza di stenti: tuttavia si distinse negli studî universitarî, che non riuscì a compiere per il cattivo stato di salute e per il continuo lavoro cui era costretto. Fu commerciante, commesso, impiegato, per due anni (1936-1937) attore nella compagnia di Radio Algeri. Seguì la sua vocazione di scrittore e di giornalista, prima ad Algeri, dove pubblicò i primi saggi (L'Envers et l'Endroit, 1938; Noces, 1939), poi a Parigi. Antifascista e aderente al partito comunista fin dal 1934, partecipò in Francia attivamente alla Resistenza e fu giornalista engagé soprattutto come redattore e direttore di Combat (1944-48); intanto pubblicava alcune fra le sue opere migliori, i romanzi L'Étranger (1942) e La Peste (1947), i drammi Le Malentendu e Caligula (1944), il saggio sull'assurdo Le mythe de Sisyphe (1944), le nobilissime Lettres à un ami allemand (1945). Dal 1948 sembrò allontanarsi dalla politica militante, cui ritornò però nel 1955-56 (collaborando al giornale L'Express) per i fatti di Algeria; ma si dedicò sempre più alla letteratura e al teatro, con opere che suscitarono continue polemiche: i saggi L'Homme révolté (1951), i racconti La Chute (1956) e L'Exil et le Royaume (1957), le "cronache" Actuelles I, II, III (1950-1958). Ma già nel 1957 - tre anni prima della morte in un incidente automobilistico - il premio Nobel ne consacrò la fama, come una delle più forti personalità della letteratura contemporanea. 



Discorso di Camus al ricevimento del Premio Nobel

giovedì 4 giugno 2020


Cari ragazzi delle classi quinte, vi dedichiamo questa lettura per salutarvi. E' stato un anno particolare, e voi farete un esame di maturità diverso dal solito.

Cercate però di mettere questo periodo tra i vostri ricordi insoliti, non tra quelli negativi. Su questo vi chiedo di ascoltare meno i media in genere e più l'esperienza e la Storia.

Dopo l'ascolto segue pippone* della vostra Biblioprof.
. 
*Dicesi  pippone è un discorso lungo, pesante e noioso, pronunciato da una persona solitamente in maniera unidirezionale, ovvero senza una risposta, o possibilità di risposta, da parte di chi ascolta.

Ed ora lascio la parola al prof. Corinaldesi




Ecco il pippone

Se il Covid19 ci ha tolto qualcosa, noi che abitiamo a Roma, dobbiamo anche pensare che solo per fortuna nostra, l'epidemia non è iniziata nella nostra Regione. Dobbiamo essere vicini  a chi ha perso i propri cari, a chi ha tanto sofferto nelle regioni più colpite. Dobbiamo ringraziare chi si è sacrificato per noi e chi ci ha supportato. L'epidemia-pandemia è stata paragonata ad un periodo di guerra. Ringraziamo allora del fatto che ci sta lasciando con palazzi intatti e nessuno si è dovuto rifugiare in cantina durante incursioni aeree. Che il cibo non ci è mancato, che le fabbriche sono ancora in piedi. Ci riprenderemo e più velocemente che se ci fosse veramente stata una guerra. Ma ricordate che il nemico è invisibile e ci dà false sicurezze. Che passare a Fase 2 non significa che il virus non è più tra noi, anzi, abbiamo imparato nel frattempo che i portatori sani lo possono diffondere anche per un mese e più senza saperlo.

E quindi dobbiamo dirvi quest'anno "Stay Safe and don't be Foolish" invece che augurarvi To Stay Foolish come fece Steve Jobs anni fa ad una classe di laureandi.

Ma quel "Stay Foolish" di allora, quello che significa sii disponibile ad accettare un po' di rischio nel pensare e progettare la tua vita e il tuo lavoro, quello ve lo auguriamo eccome!

Vi raccomandiamo invece, permettetecelo, perché vi vogliamo bene, di stare attenti al nemico invisibile, di mantenere davvero le distanze perché fase 2 e fase 3 non significano affatto che il virus non c'è più, ma che l'economia doveva continuare a girare. Ed il viso conosciuto di una persona buona, di un parente, di un amico, di cui ci fidiamo non è garanzia di salute, purtroppo. Quindi distanza e mascherina, niente movida e tanta prevenzione ancora. Stay Safe!

E per finire vi dedichiamo una canzone di Alice Cooper che è un must.



School is out     click here to listen


image attribution wikipedia

School is Out

[Verse 1]
Well we got no choice
All the girls and boys
Makin all that noise
Cause they found new toys
Well we can't salute ya
Can't find a flag
If that don't suit ya
That's a drag

[Chorus]
School's out for summer
School's out forever
School's been blown to pieces

[Hook]
No more pencils
No more books
No more teacher's dirty looks

[Guitar Solo]

[Verse 2]
Well we got no class
And we got no principles
And we got no innocence
We can't even think of a word that rhymes

Vedi anche:
Notte prima degli esami di Antonello Venditti
Giulio Cesare di Antonello Venditti
Notte prima degli esami Film Regia di Fausto Brizzi con Giorgio Faletti, Nicolas Vaporidis e Cristiana Capotondi





mercoledì 27 maggio 2020

Leggiamo ad Alta Voce - I morti



Pubblichiamo oggi un brano del racconto I morti tratto da Gente di Dublino di James Joyce scelto e letto da Aurora Trippetti del Comitato di Quartiere Grottaperfetta che ringraziamo per la partecipazione e per il contributo al Progetto di Lettura ad Alta Voce portato avanti dalla nostra Biblioteca.





Questa lettura ci parla di vita. Strano, direte,  il suo titolo indica l'opposto.
Eppure l'autore dipinge con pennellate lievi il significato e la dignità dell'essere umano. Il testo, attraverso l'abilità descrittiva di Joyce, che fa quasi una foto della stanza, del contesto, nell'esterno sotto la neve, ci fa soffermare sul significato dell'intimità, dei ricordi, dell'amore e delle persone in quanto testimonianza di un vissuto fatto di incontri con altri e quindi di storia. Il ricordo che è valore ed amore più di quanto sia invecchiare e sfiorire. Non è il corpo il valore, ma la memoria dei sentimenti.

Anche qui, come in altri brani proposti precedentemente, non si può non fare un riferimento alla situazione attuale, storica, che stiamo vivendo.  Non si può non pensare a tutte quelle persone che un nuovo corona virus si è portato via inaspettatamente, che non erano corpi, ma persone, anime, non numeri; erano parte di una comunità fatta di famiglia e cittadinanza, e che hanno lasciato non solo un vuoto affettivo ma anche culturale, non corpi, parcheggiati in case di riposo, ma nonni, genitori,  lavoratori del passato. Non numeri ma nomi, storie, sentimenti e vita. Persone che con i loro acciacchi sarebbero ancora vissute, state tra noi.  Si sta facendo differenza se gli anziani siano deceduti "con" Covid19 o per Covid.   Coloro i quali sono morti prima del tempo rispetto a quanto i loro acciacchi avrebbero loro concesso, sono morti "per" Covid19, è indiscutibile.

La vostra Biblioprof.

Non dimenticatevi di aggiungervi ai nostri follower.



da The New Yorker


James Joyce
(Dublino, 2 febbraio 1882 – Zurigo, 13 gennaio 1941), è stato uno scrittore, poeta e drammaturgo irlandese. 
Benché la sua produzione letteraria non sia molto vasta, è stato di fondamentale importanza per lo sviluppo della letteratura del XX secolo, in particolare della corrente modernista. Soprattutto in relazione alla sperimentazione linguistica presente nelle opere, è ritenuto uno dei migliori scrittori del XX secolo e della letteratura di ogni tempo.
Il suo carattere anticonformista e critico verso la società irlandese e la Chiesa cattolica traspare in opere come I Dublinesi o Gente di Dublino (Dubliners, del 1914) - palesato dalle famose epifanie - e soprattutto in Ritratto dell'artista da giovane (A Portrait of the Artist as a Young Man, nel 1917), conosciuto in Italia anche come Dedalus.
Il suo romanzo più noto, Ulisse, è una vera e propria rivoluzione rispetto alla letteratura dell'Ottocento, e nel 1939 il successivo e controverso Finnegans Wake ("La veglia dei Finnegan" o più propriamente "La veglia per i Finnegan") ne è l'estremizzazione. Durante la sua vita intraprese molti viaggi attraverso l'Europa, ma l'ambientazione delle sue opere, così saldamente legata a Dublino, lo fece diventare uno dei più cosmopoliti e allo stesso tempo più locali scrittori irlandesi.

Fonte: Wikipedia








venerdì 22 maggio 2020

Leggiamo ad Alta Voce - Lungo Petalo di Mare


Finalmente ospitiamo la prof. Paola Risoldi qui nella rubrica Lettura ad Alta Voce. La stavamo aspettando. Ci propone una lettura dall'ultimo libro di Isabelle Allende, Lungo Petalo di Mare, uscito nell'autunno scorso (2019)

Grazie Paola. Voce perfetta per la Lettura ad Alta Voce. Devi essere dei nostri più spesso. O almeno finché gli allievi non diventino più bravi dei maestri e ci sostituiscano. Ragazzi, parlo a voi!

Buon ascolto.

La vostra Biblioprof.

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Non siete curiosi ora di scoprire come andrà a finire? Io sìììì. 



Abstract:
Nell'agosto 1939 Pablo Neruda organizzò quello che poi ha definito il "suo poema più bello": il Winnipeg, una nave che ha portato in Cile 2200 rifugiati spagnoli che fuggivano dalle rappresaglie franchiste. A settant'anni dall'approdo a Santiago del Cile del Winnipeg, la nave equipaggiata da Neruda per mettere in salvo più di duemila esuli della Guerra civile spagnola, la voce narrativa di Isabel Allende ci accompagna in Spagna, durante l'ultimo periodo del conflitto, ci porta in fuga nei Paesi Baschi e in Francia, e da lì in Cile, per raccontarci cinquant'anni di storia del suo paese di origine. E insieme a quella dei protagonisti, esuli catalani, la pianista Roser e il medico Víctor, ripercorre l'esistenza di personaggi quali Neruda e Allende, comparse d'eccezione in un libro che fonde la storia con l'immaginazione del possibile, secondo quella formula già sperimentata con cui solo Isabel Allende sa restituire un affresco indimenticabile di solidarietà, di integrazione, di resistenza.




Isabelle Allende

Isabel Allende Llona (Lima, 2 agosto 1942) è una scrittrice cilena naturalizzata statunitense.
È una delle autrici latinoamericane di maggior successo al mondo, con romanzi come La casa degli spiriti o La città delle bestie. Ha scritto romanzi basati sulle sue esperienze di vita, ma ha anche parlato delle vite di altre donne, unendo mito e realismo. Ha partecipato a molti tour mondiali per promuovere i suoi libri e ha anche insegnato letteratura in vari college statunitensi. Vive in California dal 1989 e ha ottenuto la cittadinanza statunitense nel 2003.
A tre anni dalla sua nascita, in Perù, nel 1945 il padre, il diplomatico cileno Tomás Allende, divorzia e lascia la famiglia; la madre decide di tornare in Cile con i tre figli e andare a vivere nella casa del nonno a Santiago. Grazie all'aiuto del cugino del padre, Salvador Allende, futuro presidente del Cile (poi morto nel colpo di Stato del 1973) a Isabel e ai suoi fratelli non mancherà la possibilità di studiare e di vivere senza problemi economici. La casa del nonno sarà poi evocata nel primo romanzo, La casa degli spiriti, che nel 1982 le darà la notorietà e che trae spunto dalle vicende della famiglia Allende. Il giorno 8 gennaio 1981 ricevette una telefonata in cui veniva avvisata delle gravi condizioni di salute del nonno: Isabel cominciò così a scrivergli una lettera che sarebbe poi diventata un libro intero: La casa degli spiriti: da allora ogni nuovo libro viene iniziato dalla Allende lo stesso giorno dell'anno, l'8 gennaio.
La sua opera è stata classificata nel movimento letterario conosciuto come posboom, anche se alcuni studiosi preferiscono il termine novisima literatura. Questo movimento è caratterizzato dal ritorno al realismo, da una prosa più facile da leggere, perché si perde la preoccupazione di creare nuovi modelli di scrittura (metaletteratura), dall'accento sulla storia, la cultura locale, tra le altre cose. Nel 2012 decise di entrare nel campo del romanzo poliziesco, genere a cui si dedica dal 2006 il suo ex marito, William C. Gordon, e ha scritto Il gioco di Ripper che ha consegnato nel dicembre dello stesso anno al suo agente Carmen Balcells.

Fonte Wikipedia



mercoledì 6 maggio 2020

Lettura ad Alta Voce . - Il tabacco fa male




Il tabacco fa male, o  "I danni del tabacco" è un'opera teatrale in un atto unico di Anton Cechov, scritta nel 1886 ma poi riveduto dall'autore nel 1902.

Più precisamente, tra il 1884 e il 1892 l'autore creò otto atti unici, otto vaudevilles, come egli amava chiamarli oltre a Il tabacco fa male. Gli atri sono: Sulla strada maestra, L'orso, Una proposta di matrimonio,  Il canto del cigno, Tragico contro voglia, Le nozze, L'anniversario.

In tempo di reclusione da Covid19, sia i mariti che le mogli, nonché i figli si potranno in qualche modo identificare nel lavoro che vi proponiamo.

Buon ascolto.

La vostra Biblioprof.

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Anton Cechov 
Scrittore russo (Taganrog 1860 - Badenweiler 1904). Narratore tra i più insigni della letteratura russa di epoca contemporanea, fin dalle sue prime opere di carattere comico e caricaturale mira all'essenziale e aborre, tanto nello stile quanto nella costruzione, da tutto ciò che è intrusione personale, abbandono narrativo. Il suo riso è asciutto, pacato, talvolta triste. E la tristezza si fa sempre più sofferta accettazione del grigiore ineluttabile dell'esistenza, cui è dato solo di sperare in un lontanissimo migliore avvenire. Ma sia nei racconti sia nelle opere teatrali questa visione del mondo è trasfigurata da un tenace amore per la vita sempre trattenuto però da un pudore e da una umiltà che, specie nei drammi, ai toni accesi preferisce gli accenti smorzati, alle parole sonore la espressività del silenzio, all'invenzione di vicende drammatiche il triste fluire degli eventi.





lunedì 4 maggio 2020

Poesia - Checco Durante e Totò in: quasi Lettura ad Alta Voce

Oggi pubblichiamo due poesie,  recitate, da Maria Paola Barbieri del Comitato di Quartiere Grottaperfetta. La prima è L'ospizio di Checco Durante. La seconda,  è la famosissima e sicuramente conosciutissima 'A livella di Totò. Ringraziamo la Signora Maria Paola per questo contributo.

Ricordiamo che il Progetto di Lettura ad Alta Voce intende essere offerto a e condiviso con gli alunni della scuola. Non a caso la Biblioteca nella persona della sottoscrittà, è stata promotrice dell'adesione al Laboratorio di Lettura ad Alta Voce offerto dal Cepell (Mibac) negli anni scorsi. Al momento, pur avendo i colleghi proff. Corinaldesi e La Macchia fatto da tramite per far sì che arrivassero contributi anche brevi, da parte degli alunni, tutto tace.
Forse stressati dalla DAD ancor più dei loro insegnanti che tutto d'un tratto si sono trovati a fare un lavoro immane, mai fatto prima e che richiede tempi ben maggiori, non doppi ma almeno tripli, che preparare le normali lezioni in presenza, i nostri amati monelli si son resi uccel di bosco. Ma è per loro che noi stiamo facendo tutto questo. Ed al momento stiamo presidiando e tenendo attivo il blog della biblioteca perché siamo fiduciosi che solo la cultura e la conoscenza, sia umanistica che scientifica ci può salvare, in senso generale. Ci può arricchire e rendere esseri pensanti che ragionano in modo logico e conseguente. Noi non molliamo. Ed aspettiamo pian piano di essere addirittura sostituiti dai nostri allievi nelle letture.
Non ho dubbi che anche iniziando con la segnalazione di un allievo per classe da parte di un suo docente, riusciremo a obbligarlo, ehm, convincerlo a vincere la sua ritrosia o timidezza e diventare dei nostri.

Ma che cos'è poi la Lettura ad Alta Voce? E' lettura. Punto. E' una lettura espressiva che non arriva però ad essere una recitazione. Considerata strumento fondamentale per la crescita emozionale e cognitiva, nel nostro caso, in quanto scuola, dello studente.

Ritornando al contributo della signora Maria Paola, sicuramente ella si è voluta riallacciare alla attuale triste tematica che purtroppo stiamo vivendo durante la lotta al Coronavirus Covid19. Il problema delle case di riposo, che qualche disattenzione imperdonabile ha fatto diventare dei focolai di infezione invece che dei luoghi sicuri, e ovviamente, con la poesia di Totò da lei scelta, il tema della morte.

E lascio spazio alla Poesia.

Buon ascolto.

La vostra Biblioprof.

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L'ospizio - Checco Durante


'A Livella - Totò



La signora Maria Paola ci ha anche inviato delle poesie scritte da lei, in romanesco, riguardo alla cucina. In via del tutto eccezionale, anche se non attinenti alla Lettura ad Alta Voce di cui ci occupiamo con il nostro progetto, le pubblichiamo per la simpatia e la tematica del cucinare che in questo periodo di quarantena non è mancato.
Grazie ancora Maria Paola Barbieri.


Oggi cucino io:la frittata rognosa di Maria Paola Barbieri



S'intigna a cucina' lui: le recchiette colle cozze, cacio e pepe

venerdì 24 aprile 2020

Lettura ad Alta Voce - Favola Partigiana e 25 aprile 2020


Celebriamo il 25 aprile ed il Centenario di Gianni Rodari con una sua bella fiaba "partigiana" tratta da "Favole al telefono" ci scrive il prof. Corinaldesi.

E qui di seguito ci legge appunto questa favola. Grazie Sirio.








Ci tengo a ricordare che la scuola è di tutti, e tutti partecipano per renderla ricca, in questo momento difficile per tutti, la Biblioteca ha deciso di mettersi in campo e tenere aperto questo canale da remoto, come il resto della didattica sta facendo.
Questo per tendere una mano a tutta la popolazione scolastica. Noi adulti siamo partiti per primi, in attesa che i contributi  da parte degli studenti. Stiamo mantenendo vivo questo spazio per voi, ragazzi. Siamo contenti se state partecipando come uditori, ma stiamo anche aspettando che facciate vostro questo spazio. Che ci proponiate un libro che amate. Abbiamo diramato l'invito a partecipare, tramite i vostri insegnanti di lettere. E vi stiamo aspettando.

Seguiteci ancora. La settimana prossima faremo un omaggio a Luis Sepúlveda, che durante la pandemia, ci ha lasciato. Il covid19 ce lo ha rubato.

Ci farebbe piacere averti come nostro lettore "follower" premi il tasto segui della colonna destra (qui accanto).

La vostra Biblioprof.




Gianni Rodari
Scrittore (Omegna 1920 - Roma 1980). Insegnante elementare, poi giornalista (l'Unità, Paese sera), si dedicò alla letteratura per l'infanzia a partire da Il libro delle filastrocche (1950), cui seguirono, tra molti altri: Il romanzo di Cipollino (1951; dal 1957 col tit. Le avventure di Cipollino); Gelsomino nel paese dei bugiardi (1958); Filastrocche in cielo e in terra (1960); Favole al telefono (1962); Il libro degli errori (1964); La torta in cielo (1966; versione cinematografica di L. Del Fra, 1974); Venti storie più una (1969); Tante storie per giocare (1971); Novelle fatte a macchina (1973); C'era due volte il barone Lamberto (1978). Tradotti in molte lingue, i suoi libri uniscono alla felicità dell'invenzione fantastica e umoristica l'intento pedagogico, secondo orientamenti che R. espose in Grammatica della fantasia (1973). Diresse il settimanale per ragazzi Il Pioniere (1950-53) e Il Giornale dei genitori (1968-77); tra i volumi postumi che documentano la sua attività giornalistica si ricorda Il cane di Magonza (1982).

Fonte: Enciclopedia Treccani; vedi anche Wikipedia

Omegna
Nel corso della seconda guerra mondiale la resistenza novarese ai nazi-fascisti ebbe inizio in zona, con la figura romantica di Beltrami; proseguì nei lunghi mesi, in un avvicendamento di lutti (60 caduti compresi i civili) e di successi. Omegna fu una base della liberazione partigiana dell'Ossola nel settembre 1944. La liberazione di Omegna avvenne il 24 aprile 1945, mentre le truppe angloamericane passavano il Po, e nelle città del nord Italia ancora occupate dalle truppe nazi-fasciste scattava l'insurrezione generale ordinata dal CLNAI. Tale data ora viene ricordata nel nome della piazza dove si trova il municipio cittadino.

Fonte: Wikipedia


giovedì 6 febbraio 2020

Incontri di Lettura ad Alta Voce - 11.02.2020 - quinto incontro





immagine:  CEPELL
(Centro per il Libro e la Lettura)




Giovanna Mai leggerà da Evaluna Racconta di Isabel Allende. Angela Fraticelli leggerà da Cuore di Pietra di Sebastiano Vassalli.



Per che sia un nuovo partecipante ricordo che:

La Biblioteca del Garibaldi "Luisa Panattoni",  continua così i suoi incontri di lettura ad Alta Voce, perchè prezioso spunto per conoscere nuovi libri e autori.

Questi incontri, proposti e coordinati dal prof. Sirio Corinaldesi in collaborazione con la Biblioteca, sono aperti alla Scuola ed al Territorio.

Il notro motto
"Vivere la Biblioteca come centro di diffusione di idee, emozioni, cultura e rapporti relazionali, è quello che ci prefiggiamo di fare. La lettura ad Alta Voce è un modo per leggere e condividere. In un momento storico come il nostro la condivisione è molto importante"

Data 11.02.2020
Orario 15.00-16.00

A martedì
La vostra Biblioprof

lunedì 27 gennaio 2020

Incontri di Lettura ad Alta Voce - 21.01.2020 - terzo incontro


immagine:  CEPELL
(Centro per il Libro e la Lettura)


Il prossimo martedì, 28.01.2020, l'incontro di Lettura ad Alta Voce si aprirà con  un racconto di Katherine Mansfield e a seguire potrete ascoltare un capitolo scelto da "Il collezionista di conchiglie" di Anthony Doerr. Brani scelti e letti da Angela Fraticelli.

Continuano così i nostri incontri. 

La Biblioteca del Garibaldi "Luisa Panattoni",  continua così i suoi incontri di lettura ad Alta Voce, anche prezioso spunto per conoscere nuovi libri e autori.

Questi incontri, proposti e tenuti dal prof. Sirio Corinaldesi in collaborazione con la Biblioteca, sono aperti alla Scuola ed al Territorio.

Il notro motto
"Vivere la Biblioteca come centro di diffusione di idee, emozioni, cultura e rapporti relazionali, è quello che ci prefiggiamo di fare. La lettura ad Alta Voce è un modo per leggere e condividere. In un momento storico come il nostro la condivisione è molto importante"

Data 28.01.2020
Orario 15.00-15.45

A martedì
La vostra Biblioprof