Nella sfida tra la 3 B e la 1C svoltasi venerdì scorso 20 maggio 2011 si è imposta la classe 1C dopo un testa a testa che ha dimostrato la preparazione di entrambe le classi.
A settembre gli alunni verranno premiati con un libro di narrativa scelto dalle insegnanti coinvolte nell'iniziativa insieme al docente bibliotecario (ebbene sì Biblio).
Agli alunni partecipanti verrà anche chiesto di segnalare libri che vorrebbero fossero presenti in biblioteca.
sabato 21 maggio 2011
lunedì 16 maggio 2011
Il corretto riciclaggio dei rifiuti
La bella notizia è che si può fare. Che non servono costosi "termovalorizzatori", che i rifiuti diventano una risorsa, un valore che permette di dimezzare le bollette della nettezza urbana e non un costo.
Si evita l'inquinamento che è un costo per la collettività e per le generazioni future in termine di salute persa e spese mediche. Si creano invece posti di lavoro.
Se vi siete persi la puntata di Report di ieri che vi illustra come il Comune di Ponte nelle Alpi, in provincia di Belluno ha risolto il problema dei rifiuti e come si sta convertendo alle energie alternative per la produzione di energia elettrica, guardate il video qui.
sabato 14 maggio 2011
Progetto Lettura 2010 - 2011
Con il volgere al termine dell'anno scolastico, anche la Biblioteca d'Istituto conclude il lavoro del Progetto Lettura insieme alle classi che hanno aderito.
Il libro proposto quest'anno, come sapete è Io non ho paura di Niccolò Ammaniti QUI il link al suo sito ufficiale. I ragazzi impegnati nel progetto hanno letto il libro individualmente ed hanno lavorato insieme alle loro insegnanti anche in classe. I migliori lavori scelti dalle docenti verranno premiati con la pubblicazione qui sul nostro blog.
La gara finale si svolgerà venerdì 20 maggio 2011 in biblioteca tra la 1C e la 3B.
Ragazzi ripassate!!!
Blblio vi aspetta ; D
Il libro proposto quest'anno, come sapete è Io non ho paura di Niccolò Ammaniti QUI il link al suo sito ufficiale. I ragazzi impegnati nel progetto hanno letto il libro individualmente ed hanno lavorato insieme alle loro insegnanti anche in classe. I migliori lavori scelti dalle docenti verranno premiati con la pubblicazione qui sul nostro blog.
La gara finale si svolgerà venerdì 20 maggio 2011 in biblioteca tra la 1C e la 3B.
Ragazzi ripassate!!!
Blblio vi aspetta ; D
venerdì 8 aprile 2011
L'orto di Villa Taverna
La messa a dimora delle prime piantine
Gli alunni della nostra IV B, insieme al loro insegnante di agronomia ed economia prof. Vito de Gregorio, hanno curato la progettazione di questo orto.
Il progetto nasce su iniziativa del Dipartimento dell'Agricoltura americano. L''ambasciatore Thorn ne spiega il significato: "Come l'orto di Michelle Obama alla Casa Bianca e il People's Garden del segretario americano all'Agricoltura Tom Vilsack, anche il nostro orto sottolinea l'importanza e la necessità di sane abitudini alimentari, soprattutto in un'epoca in cui l'obesità infantile e il diabete sono ormai considerate emergenze nazionali sia negli Stati Uniti che in Italia".
La particolarità è nella struttura, varietà di piante e scelta cromatica.
I ragazzi hanno voluto, infatti, realizzare un orto che rappresentasse sia la bandiera americana che quella italiana.
Il lavoro di progettazione svolto è contenuto in un file ppt.
La Biblioteca di Istituto, in qualità di Centro di Documentazione l'ha inserito nel proprio Repository.
Il file è accessibile cliccando QUI
L'evento è anche ricordato sul sito dell'Ambasciata americana a Roma. E ripreso dalla redazione regionale de La Repubblica da dove le nostre foto sono tratte.
Un po' di storia su Villa Taverna reperita in rete:
Questo articolo di Antonio Venditti preso da Specchio Romano
DA UNA VIGNA AI PARIOLI È SORTA VILLA TAVERNA
In un volume dell’Electa a cura di Michela Pasquali le rare immagini del giardino all’italiana con maestosi lecci e olmi secolari
L’attuale via Antonio Bertoloni al quartiere Pinciano ricalca l’antichissimo"vicolo dei Parioli", per il quale fino all’Ottocento si accedeva in alcune vigne della zona. In questa strada si trova villa Taverna, in origine una semplice vigna con casino dalle linee architettoniche rinascimentali, che fu donata nel 1576 da Gregorio XIII (1572-85) al Collegio Germanico.
Nella vigna fu individuata nel XIX secolo la grande basilica sotterranea di Bassilla, eretta nel IV secolo, nell’area della catacomba di S. Ermete.
Il complesso passò in seguito alla Compagnia di Gesù per poi ritornare di nuovo alla Camera Apostolica: nel 1824 la vigna con la palazzina di modeste dimensioni, conosciuta come la "Pariola ", fu assegnata da Leone XIII al Collegio Romano. Nel 1920 la Villa fu acquistata dal conte Ludovico Taverna che diede incarico all’architetto Carlo Maria Busiri Vici di effettuare lavori di restauro e ampliamento nell’edificio, che risultò secondo forme tipiche dell’epoca.
Nel 1933 la Villa fu data in affitto agli Stati Uniti, ma durante la seconda guerra mondiale venne requisita per essere utilizzata come ospedale del Sovrano Militare Ordine di Malta. Nell’immediato dopoguerra tornò di nuovo agli Stati Uniti che la acquistarono per destinarla a residenza del loro ambasciatore.
L’edificio, immutato dopo il restauro di Busiri Vici, si presenta come un insieme di corpi dalle forme neo cinquecentesche, abilmente collegati fra loro, che trovano un punto di convergenza comune in un nucleo centrale: la torretta con una loggia all’ultimo piano, decorata da nicchie con busti classicheggianti.
Anche il parco si offre perfettamente conservato nel suo impianto di giardino all’italiana. E’ composto da diverse zone, incluse in un perimetro con maestosi lecci e olmi secolari, raccordate da sentieri delimitati da siepi di bosso e alloro di colore verde scuro, sapientemente potati, sottolineati anche agli incroci da sculture. Lungo tutto il giardino sono disseminate infatti statue antiche in marmo, in pietra, tre belle vasche d’acqua, anfore e vasi.
L’ingresso della Villa offre la vista del primo giardino, sottolineato da quinte verdi di alloro. All’incrocio di due percorsi perpendicolari, è collocata un’antica vasca d’acqua in pietra. Il viale principale conduce a un ampio piazzale delimitato da un filare di lecci. Di qui, attraverso una scalinata, si scende nell’ultima parte del giardino dove una grande fontana di forma classicheggiante, sormontata da una piccola vasca di finte rocce, si trova al centro di una zona con siepi di bosso, arbusti di rose e fioriture annuali, concepiti nel loro insieme per ricalcare la forma della fontana.
In un angolo del parco, a una quota inferiore a quella della Villa, è stata collocata la zona della piscina, chiusa da una fitta cortina di siepi e alberi.
Un ampio prato si svolge dalla facciata posteriore della Villa. Chiuso su un lato dal basso edificio porticato, ha come punto di riferimento un’edicola che emerge sullo sfondo caratterizzato da grandi lecci, pini e cipressi che delimitano a nord il suggestivo complesso residenziale.
A Villa Taverna Michela Pasquali ha dedicato un capitolo del recente volume da lei curato, "I giardini della diplomazia. Ambasciate e accademie straniere a Roma" (Mondadori Electa, 182 pagg. con numerose illustrazioni a colori, 75 euro). I testi sono della stessa Pasquali, di Alessandra Vinciguerra e di Alberta Campitelli, cui si deve anche la nota introduttiva, con un excursus sulla storia dei giardini romani. "Gli istituti di cultura stranieri – scrive la studiosa – le ambasciate, le residenze degli ambasciatori hanno in tutti i tempi privilegiato per le proprie sedi le ville romane, proprio per la storia particolare legata a questa tipologia di residenza, con valenze di luoghi di cultura e di elezione, ma anche di conviti che univano otia e negotia, in cui il giardino, ancor più degli edifici, è cornice ideale per incontri e nello stesso tempo esibizione di potere e magnificenza".
L'evento è anche ricordato sul sito dell'Ambasciata americana a Roma. E ripreso dalla redazione regionale de La Repubblica da dove le nostre foto sono tratte.
Un po' di storia su Villa Taverna reperita in rete:
Questo articolo di Antonio Venditti preso da Specchio Romano
DA UNA VIGNA AI PARIOLI È SORTA VILLA TAVERNA
In un volume dell’Electa a cura di Michela Pasquali le rare immagini del giardino all’italiana con maestosi lecci e olmi secolari
L’attuale via Antonio Bertoloni al quartiere Pinciano ricalca l’antichissimo"vicolo dei Parioli", per il quale fino all’Ottocento si accedeva in alcune vigne della zona. In questa strada si trova villa Taverna, in origine una semplice vigna con casino dalle linee architettoniche rinascimentali, che fu donata nel 1576 da Gregorio XIII (1572-85) al Collegio Germanico.
Nella vigna fu individuata nel XIX secolo la grande basilica sotterranea di Bassilla, eretta nel IV secolo, nell’area della catacomba di S. Ermete.
Il complesso passò in seguito alla Compagnia di Gesù per poi ritornare di nuovo alla Camera Apostolica: nel 1824 la vigna con la palazzina di modeste dimensioni, conosciuta come la "Pariola ", fu assegnata da Leone XIII al Collegio Romano. Nel 1920 la Villa fu acquistata dal conte Ludovico Taverna che diede incarico all’architetto Carlo Maria Busiri Vici di effettuare lavori di restauro e ampliamento nell’edificio, che risultò secondo forme tipiche dell’epoca.
Nel 1933 la Villa fu data in affitto agli Stati Uniti, ma durante la seconda guerra mondiale venne requisita per essere utilizzata come ospedale del Sovrano Militare Ordine di Malta. Nell’immediato dopoguerra tornò di nuovo agli Stati Uniti che la acquistarono per destinarla a residenza del loro ambasciatore.
L’edificio, immutato dopo il restauro di Busiri Vici, si presenta come un insieme di corpi dalle forme neo cinquecentesche, abilmente collegati fra loro, che trovano un punto di convergenza comune in un nucleo centrale: la torretta con una loggia all’ultimo piano, decorata da nicchie con busti classicheggianti.
Anche il parco si offre perfettamente conservato nel suo impianto di giardino all’italiana. E’ composto da diverse zone, incluse in un perimetro con maestosi lecci e olmi secolari, raccordate da sentieri delimitati da siepi di bosso e alloro di colore verde scuro, sapientemente potati, sottolineati anche agli incroci da sculture. Lungo tutto il giardino sono disseminate infatti statue antiche in marmo, in pietra, tre belle vasche d’acqua, anfore e vasi.
L’ingresso della Villa offre la vista del primo giardino, sottolineato da quinte verdi di alloro. All’incrocio di due percorsi perpendicolari, è collocata un’antica vasca d’acqua in pietra. Il viale principale conduce a un ampio piazzale delimitato da un filare di lecci. Di qui, attraverso una scalinata, si scende nell’ultima parte del giardino dove una grande fontana di forma classicheggiante, sormontata da una piccola vasca di finte rocce, si trova al centro di una zona con siepi di bosso, arbusti di rose e fioriture annuali, concepiti nel loro insieme per ricalcare la forma della fontana.
In un angolo del parco, a una quota inferiore a quella della Villa, è stata collocata la zona della piscina, chiusa da una fitta cortina di siepi e alberi.
Un ampio prato si svolge dalla facciata posteriore della Villa. Chiuso su un lato dal basso edificio porticato, ha come punto di riferimento un’edicola che emerge sullo sfondo caratterizzato da grandi lecci, pini e cipressi che delimitano a nord il suggestivo complesso residenziale.
A Villa Taverna Michela Pasquali ha dedicato un capitolo del recente volume da lei curato, "I giardini della diplomazia. Ambasciate e accademie straniere a Roma" (Mondadori Electa, 182 pagg. con numerose illustrazioni a colori, 75 euro). I testi sono della stessa Pasquali, di Alessandra Vinciguerra e di Alberta Campitelli, cui si deve anche la nota introduttiva, con un excursus sulla storia dei giardini romani. "Gli istituti di cultura stranieri – scrive la studiosa – le ambasciate, le residenze degli ambasciatori hanno in tutti i tempi privilegiato per le proprie sedi le ville romane, proprio per la storia particolare legata a questa tipologia di residenza, con valenze di luoghi di cultura e di elezione, ma anche di conviti che univano otia e negotia, in cui il giardino, ancor più degli edifici, è cornice ideale per incontri e nello stesso tempo esibizione di potere e magnificenza".
Etichette:
orto,
progetto,
repository,
villa Taverna
venerdì 1 aprile 2011
Rendi bello un punto incolto
Vorrei che i nostri alunni sapessero dell'esistenza di gruppi di cittadini amanti del verde. Vanno sotto il nome di "Guerrilla Gardeners" e fanno delle cose meravigliose. Volontariamente e gratuitamente operano per rendere verdi e fioriti dei punti incolti. Questi punti possono essere aiuole, parti di giardini pubblici, quel po' di terreno intorno agli alberi lungo le strade, scarpate, terreni incolti.
Ragazzi chi meglio di voi potrebbe agire! Voi avete tutte le competenze tecniche per fare quest'attività come hobby al meglio. Scegliete un angolino incolto e triste vicino a casa vostra, magari con qualche amico ed iniziate ad occuparvene. Riappropiatevi del vostro quartiere, abituatevi alla ricerca del bello e del colore e siatene fieri!
Un esempio :
il bliz notturno
ed ecco il risulto
per un po' di storia
http://it.wikipedia.org/wiki/Guerrilla_gardening
il sito di guerrilla gardening italia
http://www.guerrillagardening.it/index.html
il sito di guerrilla gardening nel mondo
http://www.guerrillagardening.org/
venerdì 21 gennaio 2011
Aspettando il Giorno della Memoria
In Italia, il Parlamento con la legge n. 211 del 20 luglio 2000 ha aderito alla proposta internazionale di dichiarare il 27 gennaio come giornata in commemorazione delle vittime del nazionalsocialismo e del fascismo, dell'Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati. La ricorrenza prende il nome di Giorno della Memoria.
Il testo dell'articolo 1 della legge così definisce le finalità del Giorno della Memoria:
"La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati."
Ogni anno oltre ai libri classici e a quelli che nel tempo sono stati pubblicati, se ne aggiungono dei nuovi. A volte di superstiti che finalmente riescono a mettere sulla carta tutto quello che hanno più che "vissuto" direi subito. Immane è il valore di quello che ci lasciano, che consegnano alla comunità e all'umanità intera. Uno sforzo doloroso, quello di ricordare per scrivere, perché non si dimentichi, non si abbassi mai la guardia.
Strani e perversi possono diventare i comportamenti umani, così ci insegna la Shoah. Il bene può essere sopraffatto dal male e quindi "non abbassare mai la guardia" non è una frase retorica. Rimanere una società democratica non è automatico. E' frutto di un esercizio quotidiano e soprattutto è frutto di una cultura che insegna a ragionare attraverso la conoscenza e non solo attraverso la risposta ad impulsi irrazionali, quali possono essere la paura del diverso.
Ci insegna ad essere liberi cittadini, e non facili prede del governante di turno, pronti a pendere dalle sue labbra e a credere ad ogni genere di propaganda.
Biblio segnala per farvi pensare:
un' autobiografia
Cohn, Carla. Le mie nove vite. Troina (Enna ) Città aperta, 2008.
L'autobiografia di Carla Cohn è il racconto affascinante e drammatico di un'esperienza individuale e culturale che attraversa l'Europa e l'America dagli anni Trenta del Novecento a oggi. Il mondo ebraico o, per meglio dire, le diverse forme di antisemitismo diventano occasioni per fare i conti con il proprio passato familiare e sottolineare, allo stesso tempo, le permanenze e i pericoli di atteggiamenti, comportamenti e linguaggi che attraversano il secolo.
ed un romanzo appena uscito in Italia:
Sanchez, Clara. Il profumo delle foglie di limone. Milano: Garzanti, 2211
martedì 4 gennaio 2011
Come si cita una fonte bibliografica - book citation
Quando si redige una ricerca, si scrive una tesina, è necessario citate le fonti. Coloro i quali poi, proseguiranno gli studi all'università dovranno avere le necessarie competenze di ricerca e nel compilazione la tesi dovranno creare una bibliografia.
Le informazioni principali delle fonti da appuntarsi durante la fase di ricerca sono:
Autore or curatore
Titolo del libro
Editore
Luogo di pubblicazione
Data di pubblicazione
Non vi è un modo univoco di citare una fonte bibliografica,
Nei casi più comuni, la successione degli elementi è questa:
Per le monografie:
Autori (Cognome, nome) , titolo, eventuale numero di edizione, editore e luogo, data, eventuali numeri di pagine.
Esempio
Alighieri, Dante. Tutte le opere. 3 ed. Firenze: Sansoni, 1989.
Moccia, Federico. Tre metri sotto il cielo. 37 ed. Milano: Feltrinelli, 2007.
Le informazioni principali delle fonti da appuntarsi durante la fase di ricerca sono:
Autore or curatore
Titolo del libro
Editore
Luogo di pubblicazione
Data di pubblicazione
Non vi è un modo univoco di citare una fonte bibliografica,
Certe regole di base, tuttavia, rimangono quasi sempre costanti, e permettono a chiunque, analizzandola in dettaglio, di interpretare correttamente una citazione anche senza conoscere in anticipo lo stile adottato in quella pubblicazione. È soprattutto di queste regole generali che ci occuperemo nei prossimi paragrafi.
Nei casi più comuni, la successione degli elementi è questa:
Per le monografie:
Autori (Cognome, nome) , titolo, eventuale numero di edizione, editore e luogo, data, eventuali numeri di pagine.
Esempio
Alighieri, Dante. Tutte le opere. 3 ed. Firenze: Sansoni, 1989.
Moccia, Federico. Tre metri sotto il cielo. 37 ed. Milano: Feltrinelli, 2007.
Iscriviti a:
Post (Atom)





