venerdì 14 dicembre 2012

Spunti di lettura da Più libri più liberi 2012


I piccoli editori sfidano la crisi. Si è chiusa oggi con successo l’undicesima edizione di Più libri più liberi 09/12/2012 - COMUNICATO STAMPA Roma, domenica 9 dicembre 2012. Oltre 50 mila presenze. Nonostante la crisi, l’incertezza, i tagli: la piccola editoria resiste. E va in controtendenza: perché se durante l’anno la gente va meno in libreria e i lettori calano, Più libri più liberi si conferma un’oasi capace di invertire la tendenza. Si chiude con successo l’undicesima edizione della fiera nazionale della piccola e media editoria a Palazzo dei Congressi. Con grande soddisfazione degli espositori: nel giorno di sabato, infatti, le vendite sono praticamente raddoppiate rispetto alla scorsa edizione, soprattutto quelle dei libri degli autori presenti in fiera. La Bibliolibreria presente in fiera ha registrato più di mille prestiti di libri nei quattro giorni della manifestazione. Oltre 400 espositori, 60 mila titoli, 280 appuntamenti in fiera, 74 eventi dedicati ai ragazzi, 140 iniziative in 50 luoghi della città: tra gli spazi fuori fiera più frequentati, quello di Fandango Incontro di via dei Prefetti, l’ex Cartiera Latina al Parco regionale dell’Appia Antica, la mostra alla Biblioteca nazionale centrale dedicata all’Archivio di Elsa Morante, e poi le varie librerie indipendenti cittadine. A Palazzo dei Congressi si sono alternati centinaia di autori e ospiti del mondo della cultura, dello sport, dello spettacolo, della scienza e della società civile, incursioni nei mondi del fumetto, della musica e delle arti visive: eccola, la formula vincente di un evento rigorosamente indipendente e unico per il suo approccio “dal basso”. Capace di sfidare la crisi economica. Tra reading, concerti, presentazioni, tavole rotonde e frotte di bambini che hanno letteralmente invaso lo spazio ragazzi (1200 solo il primo giorno). Soddisfazione tra gli organizzatori: “In un momento di crisi come questo la Fiera ha dimostrato e confermato quanto sia importante il ruolo e il lavoro delle piccole e medie aziende editoriali, presidi per la salvaguardia della pluralità delle idee”, ha dichiarato Enrico Iacometti, Presidente del Gruppo Piccoli Editori dell’AIE. Fahrenheit, la trasmissione di radio3 Rai, che ha trasmesso in diretta da Più libri più liberi da venerdì 7 a domenica 9, ha proclamato oggi il suo Libro dell’Anno 2012. Dopo Gomorra di Roberto Saviano, Storie di uno scemo di guerra di Ascanio Celestini, Mal di pietre di Milena Agus, Necropolis di Boris Pahor, Nel mare ci sono i coccodrilli di Fabio Geda, Piazza del Diamante di Mercè Rodoreda, Italia di Marco Lodoli, gli ascoltatori - chiamati a votare tra i 12 libri del mese che loro stessi hanno eletto durante l’anno - hanno scelto Se ti abbraccio non aver paura di Fulvio Ervas (Marcos y Marcos). Nell’ultimo giorno di fiera, visita del ministro dell’Ambiente Corrado Clini, che ha partecipato all’incontro organizzato dall’Espresso Dall’Ilva a Malagrotta: le grandi emergenze ambientali d’Italia, coordinata da Emiliano Fittipaldi: “Sono di ritorno dall’incontro di Doha e dico che a livello di accordi sul clima il bicchiere è pieno per un quarto. I Paesi europei, infatti, si sono impegnati a proseguire il programma di riduzione delle emissioni del 18% entro il 2020: ma sul totale delle emissioni, questi paesi contano meno del 20%. Il resto del mondo non ha impegni. Il rischio, dunque, è che la crescita delle emissioni continui e la situazione climatica si aggravi. Se gli Stati Uniti dopo la rielezione di Obama avessero deciso una posizione diversa, avremmo avuto un risultato migliore. Ci vuole un movimento internazionale che faccia forti pressioni”. Sulla vicenda dell’Ilva, il ministro ha commentato: “La storia di Taranto è un po’ come quella di Roma dei rifiuti. Sicuramente il gruppo Riva ha fatto molto meno di quello che avrebbe dovuto fare, ma questo è stato possibile perché il contesto delle amministrazioni che avevano le responsabilità dei controlli, compreso il Ministero dell’Ambiente, glielo hanno consentito”. Quello che è successo in questo caso, continua Clini, è che “quello che vediamo oggi è il risultato di un metodo di gestione del rapporto tra diritto di amministrazione e il diritto dell’impresa, punto di equilibrio inapplicabile”. Il nostro decreto è molto semplice: “Se Riva non lo attua, scatta una procedura di amministrazione straordinaria, noi rivendichiamo il diritto pubblico di subentrare nella gestione di questa industria strategica. Non c’è un contrasto tra noi e la magistratura. La Gip ha fatto benissimo a fare il provvedimento che ha fatto a luglio, era l’unico modo per interrompere questa spirale. Stiamo cercando col decreto legge su Taranto la riqualificazione del quartiere di Tamburi”. Anche lo scrittore Roberto Saviano è arrivato venerdì in fiera per una passeggiata tra gli stand, dove ha acquistato alcuni volumi e audiolibri, accolto con entusiasmo ed emozione dagli espositori e acclamato da alcuni visitatori. Lo scrittore ha subito twittato: “Mi piace frequentare le fiere del libro da lettore più che da autore. Preziosa piccola editoria”. Già dalla lezione inaugurale di Massimo Cacciari su Il libro nell’età dell’immagine un grande successo di pubblico agli incontri in programma. Sala stracolma e pubblico anche seduto per terra, per ascoltare Nanni Moretti leggere alcuni brani dei Sillabari di Goffredo Parise: da “Caccia” a “Cuore” fino a “Età”, “Donna” e “Giovinezza”, introdotto dallo scrittore e giornalista Antonio Pascale: “Parise ci insegna a indignarci senza la retorica dell’indignazione – ha commentato Pascale – e ci fa riflettere sull’Italia di oggi, dove appare vincente la figura del comico. Ma così perdiamo l'attenzione civile verso i sentimenti”, ha sottolineato tra gli applausi del pubblico. Grande successo anche per l’incontro con Andrea Camilleri, che ha chiuso idealmente la manifestazione presentando il suo libro Una voce di notte (Sellerio) e incantando, come sempre, il pubblico. Tanto che una signora si è portata la sedia da casa: “Avevo paura di non trovare posto”. Ci si è commossi con Fulvio Ervas, per il suo Se ti abbraccio non aver paura (Marcos y Marcos), il viaggio di un padre che attraversa l’America in moto insieme a suo figlio autistico. E ci si è indignati ad ascoltare la denuncia sociale di Günter Wallraff, il più celebre giornalista d’inchiesta tedesco autore di Notizie dal migliore dei mondi (L’orma editore), in dialogo con Fabrizio Gatti per raccontare le analogie tra due Paesi come “Italia e Germania, società che non credono più del futuro, che hanno un atteggiamento di chiusura verso i nuovi arrivati come gli immigrati e in cui le disparità sociali sono in aumento”. Il mondo del libro ha riflettuto su se stesso, in questa edizione dalla quale sono partite nuove importanti iniziative come il tavolo interministeriale per il libro e l’editoria annunciato dal Sottosegretario per l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri Paolo Peluffo, intervenuto a Più libri nella giornata di venerdì 7 dicembre, e l’osservatorio AIE sui blog per monitorare i flussi dei blogger sulle vendite dei libri, annunciato stamattina nel corso del convegno “Nuove evidenze: i blogger muovono le vendite?” Sul futuro dell’editoria in un mondo sempre più digitalizzato è intervenuto Michael Healy, direttore esecutivo del Copyright Clearance Centre, che nell’era di Kindle, di Amazon e del self publishing ha lanciato una sfida alla comunità degli editori:“Dovranno esplicitare il loro ruolo. Senza dimenticare che c’è un universo di lettori che ci guarda per essere ispirato, che si fida”. Non solo libri, in ogni caso. Perché anche il mondo della grafica, del fumetto e della musica è stato un grande protagonista di questa edizione. Successo strepitoso per il giovane fumettista romano Zerocalcare, protagonista di From Zero to hero: storia di un bestseller suo malgrado, che venerdì ha firmato ininterrottamente copie dalle 12.30 alle 20, subito acclamato come un eroe sul web. E successo di pubblico anche per la presentazione della graphic novel Tempo materiale di Luigi Ricca (Tunué), tratta dal romanzo cult di Giorgio Vasta e di Le avventure di Huckleberry Finn con il testo di Antonio Tettamanti e disegni di Lorenzo Mattotti (Coconino press). Molto apprezzato il musicista Gian Maria Testa, che alla presentazione di Ninna nanna dei sogni realizzato con Altan (Gallucci editore) ha confessato ridendo: “Mio figlio in realtà mi ha detto che ho una voce troppo bassa!”. E l’esibizione musicale di Patrizia Cavalli, Chiara Civello, Andrea Di Cesare e Diana Tejera, a cura di Voland per la presentazione di Al cuore fa bene far le scale di Patrizia Cavalli e Diana Tejera. Più libri più liberi dà appuntamento alla dodicesima edizione dal 5 all’8 dicembre 2013.

domenica 9 dicembre 2012

Incontri con gli autori in libreria - Dicembre 2012 (parte 2)

Vi segnaliamo i seguenti incontri nella nostra zona


Libreria Nuova Europa I Granai


VENERDI’ 14 DICEMBRE ORE 18.00

VITTORIO SGARBI

NEL NOME DEL FIGLIO:Natività, fughe, passioni nell’arte
Bompiani
____________________________
DOMENICA 16 DICEMBRE ORE 17.30

ALBERTO ANGELA

AMORE E SESSO NELL’ANTICA ROMA
Mondadori


lunedì 3 dicembre 2012

Incontri con gli autori in libreria - Dicembre 2012 (Parte 1)


Vi segnaliamo i seguenti incontri nella nostra zona


Libreria Nuova Europa  I Granai 


VENERDI’ 7 DICEMBRE ore 18.00
ANDREA DE CARLO
Firma copie del libro
Villa Metaphora
Bompiani
___________________________
SABATO 8 DICEMBRE ore 12.00
FRANCO DI MARE
Firma copie del libro
Il Paradiso dei Diavoli
Rizzoli

giovedì 29 novembre 2012

Più libri più liberi



Dal 6 al 9 dicembre 2012 al Palazzo dei Congressi a Roma, si terrà la Fiera della piccola e media editoria, arrivata alla 11a edizione di  Più Libri Più Liberi.

Vi consiglio vivamente la visita alla fiera, che peraltro si trova relativamente vicina alla nostra scuola.

Ricordo ai colleghi docenti che possono accreditarsi online per l'ingresso gratuito, oppure presentarsi al botteghino e richiedere lì l'ingrasso gatuito.

Sul sito ci sono tutte le informazioni, buona visita  lettura a tutti!

Quest'anno oltre alla mostra è partita una nuova iniziativa Più libri più luoghi con appuntamenti in giro per la città:


PIU’ LIBRI PIU’ LUOGHI 2012

Eterogeneo ed esteso (140 appuntamenti in 50 luoghi della città) il programma di Più libri più luoghi è una delle grandi novità dell’edizione 2012 di Più libri più liberi, un vero e proprio circuito off che sta alimentando decine di luoghi cittadini con eventi culturali, incontri e spettacoli. Alcuni appuntamenti si sono già svolti a partire dal 19 novembre, altri sono tuttora in corso (tra gli altri, la mostra Santi Sultani e Gran Capitani in camera mia alla Biblioteca Nazionale Centrale, dedicata al centenario dalla nascita di Elsa Morante e di cui sarà effettuata una visita guidata durante la fiera, la mattina del 7 dicembre; l’omaggio allo scrittore Guido Morselli presso la Libreria ‘900 di Carta, alle fiabe illustrate dei fratelli Grimm alla Biblioteca Europea e la mostra per i 150 anni dalla nascita di Emilio Salgari alla Biblioteca Goffredo Mameli). Molti altri punteggeranno il calendario delle giornate romane da qui al 6 dicembre, giorno d’inizio della fiera. Per esempio, la premiazione del concorso di fumetti Tutta un’altra storia (30 novembre, Biblioteca Guglielmo Marconi), gli incontri di lettura e scrittura creativa per bambini a cura di Magic BlueRay, dedicati ai duecento anni delle fiabe dei fratelli Grimm (1° dicembre, Biblioteca Corviale), la presentazione in anteprima del primo numero di Orlando, rivista letteraria a cura di Paolo di Paolo (4 dicembre, Teatro Biblioteca Quarticciolo), la mostra delle illustrazioni di Stephanie Blake Simone, le avventure di un superconiglio (6 dicembre, Casina di Raffaello), i laboratori “a kilometro zero” con l’illustratore Alessandro Lumare (6 dicembre, Eataly Roma), la mostra di Fabian Negrin dedicata ai fratelli Grimm (6 dicembre, Goethe Institut), la mostra fotografica Nel selvaggio mondo degli scrittori che riprende gli autori nel loro habitat ideale (6 dicembre, Palazzo delle Esposizioni). Ma si tratta solo di qualche esempio all’interno di un programma fittissimo che comprende presentazioni di libri, laboratori e letture per bambini, proiezioni cinematografiche, concerti musicali, spettacoli teatrali, reading e persino una festa capoverdiana, tra aperitivi e danze etniche. L’intero cartellone degli eventi di Più libri più luoghi, compresi quelli concomitanti con il weekend di Più libri più liberi è disponibile sul sito www.plpl.it (alla voce “Programma”).  



mercoledì 7 novembre 2012

Mia adorata madre


fonte della foto qui

Ed ecco, per gentile concessione dell'autore, il racconto inviato che si è classificato 12° nel concorso "La scrittura non va in esilio" 2012  indetto dal Centro Astalli ed aperto a tutte le scuole medie secondarie italiane.
Posso dire che siamo davvero orgogliosi?

Racconto

di Valerio Orazi

Mia adorata madre, se solo esistesse una parola per descrivere la gioia che ho provato nell’aprire la tua lettera, allora la userei mille volte. Non immagini l’angoscia in cui ho vissuto fino ad ora, ignorando la tua sorte e quella di mio fratello: Karim era così piccolo... Ma d’altronde sarà cresciuto molto da quando vi ho lasciati. E dovresti vedere come sono cresciuto io!! Saresti fiera di me, se solo potessi vedermi. I mille viaggi, le torture, i soprusi, gli stenti, le lacrime, la nostalgia, la disperazione, e infine il sollievo che ti ho già descritto mi hanno cambiato profondamente. 

fonte della foto qui

Il mio amico egiziano Jamal dice che sono un uomo che mentre sorride con la bocca piange con gli occhi, e forse ha ragione. Ho accettato ormai ogni ricordo doloroso, ma la ferita rimarrà per sempre dentro di me, come un marchio di fuoco. Non rimpiango il Rwanda, la mia patria maledetta, covo di miserabili, violenti e avidi che mi hanno costretto alla fuga solo perché su un pezzo di carta c’era scritto in rosso “Hutu”. Questo conflitto spaventoso non ha senso: arricchisce i viscidi, spezza vite e divide famiglie. O no, non è questo il paese di cui ho nostalgia. Ma mi mancate voi, la mia cultura, i prati e le foreste, insomma la mia terra, sconvolta e devastata dalla furia cieca delle persone. Ed è per questo che un giorno vorrei ritornare, per cambiare le cose, perché so che il Rwanda è questo e non la miseria da cui sono fuggito. Qui in Italia è tutta un’altra musica. C’è libertà, c’è cultura, c’è storia, ma non c’è coscienza di tutto ciò. Non si apprezza quello che si ha, si da per scontato. Non é il paese perfetto che immaginavo; la gente qui è di due tipi: quelli che ti guardano con disprezzo, con odio o con paura, e quelli che ti guardano con finta compassione, alla disperata ricerca di una storia strappalacrime da raccontare agli amici e dimenticare in un attimo. Ma non ho bisogno né di disprezzo, né di compassione. Io vivo la mia vita e basta. E poi ci sono le brave persone, quelle che ti trattano come un essere umano, quelle che guardano gli occhi e non il colore della pelle, quelle che si sentono quasi in colpa per essere così fortunati. Proprio una di queste persone mi ha dato lavoro, un lavoro temporaneo ma legale e onesto: lavoro alle pompe di benzina, che qui sono ormai il perno centrale del continuo tran-tran quotidiano. Sì, non è molto, ma è solo per trovare un po' di soldi per voi, nell’attesa di un posto migliore. Sono riuscito a prendere in affitto un piccolissimo appartamento con Jamal, ci dividiamo le spese e così avanza qualcosa per noi. Non è male come posto, piccolo ma pulito e accogliente. Però anche questa è una sistemazione provvisoria: spero di poter avere un giorno una bella casa luminosa e spaziosa, dove potervi accogliere ogni volta che vorrete. Sono finalmente uscito dal labirinto della burocrazia italiana: ieri, dopo un anno e mezzo vissuto da immigrato in un centro d’accoglienza, sono stato finalmente riconosciuto come profugo e ho ottenuto le preziose carte che mi permettono di rimanere legalmente qui. É stata dura, davvero... Sbattuto di qua e di là, mandato in uffici, interrogato, sale d’aspetto, lunghe file, fogli, moduli: un inferno di carta da cui non vedevo l’ora di uscire. Adesso finalmente l’attesa é finita, e posso cominciare a riprendermi la mia vita. Ero solo un ragazzo quando sono partito, ma nel lungo esodo, nella fuga per la vita, non c’è posto per i ragazzi: o diventi un uomo alla svelta, o muori. E io sono ancora vivo. Sono sorpreso dell’inaspettata ospitalità che vi hanno offerto gli zii. Fortunatamente sono abbastanza umani da non voltare le spalle al vostro disperato grido d’aiuto, e nonostante per la nostra famiglia siano praticamente degli estranei, rimangono pur sempre parenti, e li ringrazierò sempre per aver salvato la vita a te e a Karim . Da quello che mi hai raccontato, il trascorrere del tempo nel vostro nuovo e sperduto villaggio è tranquillo e pacifico: tienitelo stretto, perché è forse l’ultimo pezzo di quello che un tempo era il vero Rwanda. Sapendovi finalmente al sicuro, fuori da quello scempio e in buona compagnia, la mia ansia si è placata, e posso iniziare a sperare che le cose si stiano sistemando un poco alla volta, e che il puzzle stia lentamente riprendendo la forma di un’esistenza dignitosa. Vorrei poterti riabbracciare, giocare alla lotta con mio fratello, correre per i boschi, darti una mano a lavorare i campi, ritornare alla mia infanzia rubata, ma quel tempo è ormai finito e non tornerà più. Nonostante ciò, sono sicuro che un giorno, forse anche tra anni e anni, i nostri occhi potranno finalmente incontrarsi, le nostre mani sfiorarsi, e quello sarà il giorno in cui un figlio lontano ritroverà finalmente l’affetto della madre. É con questa speranza, anzi certezza, che ti saluto dal più profondo del mio cuore, che seppure indurito e ferito, si sta lentamente rimarginando. Porta i miei saluti agli zii, ringraziali ogni giorno per il loro aiuto, e posa delicatamente un bacio sulla fronte del mio fratellino, perché questo è quello che farei io se fossi lì. Allego alla lettera quel poco di soldi che posso inviarti senza finire per strada, sperando che vi aiutino un po’.

Un abbraccio forte e vero, che spero ti rallegrerà. Aspetto con ansia vostre notizie...


 Tuo figlio, Ahmed

martedì 30 ottobre 2012

La scrittura non va in esilio - Concorso letterario 2011-2012







Le attuali classi 4D e 4 I hanno partecipato nell’anno scolastico 2011-2012 al progetto promosso dal centro Astalli “La scrittura non va in esilio”. Un percorso con concorso letterario che chiedeva ai ragazzi di "cimentarsi nella stesura di un racconto che affronti un tema a scelta tra quelli proposti dai progetti: il diritto di asilo, l'immigrazione, il dialogo interreligioso, la società interculturale."

Il Centro Astalli si occupa di dare assistenza ai perseguitati per motivi politici, razziali e religiosi.
Gli allievi hanno avuto modo di conoscere le realtà diversificate degli esuli ascoltando le loro testimonianze in occasione di una visita al centro, guidata dagli operatori dello stesso.


I ragazzi hanno letto il testo” Terre senza promesse” che appartiene al progetto "La lettura non va in esilio", una raccolta di racconti di esuli, ciascuno preceduto una introduzione scritta da scrittori e giornalisti italiani.

Con l'ausilio dei docenti, gli allievi hanno, inoltre, preparato un incontro che ha avuto luogo presso il nostro Istituto a cui hanno partecipato operatori della Croce Rossa Italiana che lavorano al centro di accoglienza di Castelnuovo di Porto, una mediatrice culturale, un esule proveniente dal nord Africa e una ex-esule istriana.

La classe 3 D (attuale 4D) ha partecipato al sopra citato concorso letterario "La scrittura non va in esilio" che premia i migliori dieci 10 racconti e siamo orgogliosi di dirvi che, pur non rientrando nei primi dieci, un alunno della 4D si è classificato 12° in questo concorso, aperto alle scuole superiori italiane, ottenendo, con il racconto "Mia adorata madre",  un riconoscimento importante da una giuria composta da scrittori e giornalisti.

Inoltre, la fondazione Centro Astalli ha deciso di assegnare una menzione speciale all'Itas Giuseppe Garibaldi nell'ambito del premio letterario, per il lavoro "Un racconto tutto da giocare" scritto dalla classe 3I (attuale 4I).  Nella comunicazione dell'assegnazione si legge: " si tratta di un riconoscimento all'alto valore didattico ed educativo che si evince dall'elaborato inviato in Fondazione".

Che dire..se non bravi, ragazzi!!! e brave le colleghe di italiano :)))


Vedi anche Terre senza promesse

sabato 27 ottobre 2012

Terre senza promesse ed intervista ad Andrea Camilleri




Terre senza promesse è il titolo del libro a cura del centro Astaldi  edito da Avagliano editore, che contiene 10 racconti scritti da rifugiati. presentato alle classi partecipanti al progetto "La scrittura non va in esilio"

"Somalia, Eritrea, Etiopia: da questi Paesi proviene la maggior parte delle persone che oggi salpano dalla Libia per cercare asilo in Italia. Sono spesso volti senza nome che si susseguono nei servizi dei telegiornali, capaci di suscitare pietà ma soprattutto paura.
Il Centro Astalli ha voluto dar voce a questi uomini e queste donne, persone normali costrette loro malgrado a vivere esperienze straordinarie, a lasciare la loro casa, il loro Paese, la loro famiglia per ricominciare da zero in una terra straniera. Dieci di loro hanno avuto la forza e il coraggio di confidare la propria storia, i viaggi disperati, le minacce e le torture subite. Hanno raccontato com’era la loro vita prima della fuga e cosa hanno trovato qui in Italia.
Ciascuna testimonianza è accompagnata dall'introduzione di uno scrittore italiano (Lerner, Camilleri, Bianchi, De Luca, Arslan, Bellu, Albanese, Lakhous, Mazzucco, Celestini) in una sorta di dialogo a distanza che diventa simbolo di scambio e arricchimento reciproco".







INTRODUZIONE 
Degli uomini e donne che sbarcano in condizioni disperate sulle coste del nostro Paese non sappiamo granché. Talora ci viene detto che sono molti, troppi. I telegiornali ce ne restituiscono immagini che sono diventate banali, ripetitive, già viste. Ma chi lavora al Centro Astalli ha il privilegio di incontrare molti di loro e, a volte, di chiedere loro di raccontare qualcosa di sé. Parlare con un rifugiato apre una prospettiva profondamente diversa sul mondo, sull’attualità, sul significato profondo di parole usate e abusate come libertà, democrazia, diritto. È un’esperienza che riteniamo importante condividere. Così nasce questo libro. Quelle raccolte in questo libro sono storie più comuni di quanto si immagina. Solo che, di solito, non si ha modo di sentirle. 
Non è facile. Non è facile per loro trovare le parole, non è facile per noi ascoltarle. Questi racconti di vita non hanno ancora un lieto fine. Sono storie in corso, raccontate in presa diretta. Come finiranno dipende anche da noi, i loro nuovi vicini di casa. Dipenderà anche da piccole cose assolutamente alla nostra portata: come li guarderemo sull’autobus, se permetteremo o meno che i nostri figli frequentino i loro, se ci interesserà a meno scambiare con loro qualche parola quando li incroceremo sul pianerottolo. Per questo abbiamo chiesto a dieci esponenti della cultura italiana di conversare a distanza con i rifugiati che hanno voluto condividere la loro esperienza, aggiungendo al racconto un’introduzione, un commento. In molti  casi, anche i controcanti contengono ricordi autobiografici o familiari. Questo non ci ha meravigliato. Leggendo le testimonianze di questi giovani uomini e donne, tutti provenienti dai Paesi del Corno d’Africa, la sensazione di aver qualcosa in comune con loro, pur nella diversità delle esperienze, è molto forte. Non soltanto perché l’Eritrea, l’Etiopia e la Somalia hanno condiviso con l’Italia un pezzo di storia rilevante, che tendiamo a dimenticare o a rimuovere. Ma soprattutto perché i sentimenti che troviamo descritti con parole semplici e sobrie  sono universali, appartengono profondamente a ciascuno di noi. I rifugiati sono persone comuni che si vengono a trovare in circostanze eccezionali. 
Rifugiati si diventa all’improvviso, senza averlo voluto e, a volte, senza avere fatto nulla di straordinario. Per alcuni, ad esempio per i giornalisti, può essere addirittura sufficiente svolgere con coscienza il proprio lavoro. I giovani che ci hanno raccontato la loro storia ne sono la dimostrazione. Nei loro ricordi sono ancora freschi i particolari della vita prima della fuga: i sapori, gli odori, i piccoli gesti banali della quotidianità. Leggiamo dello studente in ansia per gli esami, della ragazza che litiga con i genitori per uscire con il fidanzato, della madre preoccupata per il futuro dei figli. Sono queste stesse persone che poi diventano, loro malgrado, protagoniste di esperienze che riusciamo a stento ad immaginare. Sono persone come loro che perdono la vita, ogni giorno, nel Mediterraneo. I protagonisti di queste storie, in un certo senso, ce l’hanno fatta. Non hanno ancora vinto del tutto, ne sono consapevoli. Nessuno di loro ha ancora ritrovato una stabilità paragonabile a quella che hanno perso con la fuga. Ma non si sono ancora arresi e hanno molto da dirci.