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venerdì 29 maggio 2020

Leggiamo ad Alta Voce - La virtù dell'orto


Appartenere ad una scuola come un Agrario, credo possa essere per chi vi studia e per chi insegna materie di indirizzo, parte della normalità. Appartenervi per scelta, se si insegna italiano, inglese o educazione fisica, significa avere dentro di sé un'affinità con il mondo vegetale ed animale e per chi vive in questo millennio, con l'ecosistema e la sua conservazione.

Si può essere trasferiti, per servizio in una scuola come questa, e scegliere di non rimanerci. Si può scegliere invece di non andar via proprio perché ci si trova in una scuola come questa.

E allora il piacere della cura delle piante, il nutrirle, dissetarle, conoscerle una ad una, che sia in un giardino o in un'orto casalingo è qualcosa che molti di noi conoscono.

Non so se a voi è capitato, nei negozi non specializzati che vendono piante, ad esempio i supermercati, di vedere piantine abbandonate, senz'acqua che non verranno mai più annaffiate e poi verranno buttate. Ecco, io compro una di quelle. Non la più bella. E cerco di salvarla.

Ringraziamo per questa lettura la collega Angela Fraticelli che ha scelto un brano da La virtù dell'orto: coltivando la terra si coltiva anche la felicità di Pia Pera. Chi ha partecipato all'incontro online per ricordare la prof. Luisa Panattoni, ha già ascoltato in anteprima questa lettura.
Buon ascolto.

La vostra Biblioprof.








Pia Pera
Nata a Lucca il 12 marzo 1956 e morta poco più in là – nel suo podere sulle pendici del monte Pisano – sessant’anni dopo, il 26 luglio 2016, Pia Pera è una scrittrice, slavista, traduttrice affermata quando decide di occuparsi di un fondo abbandonato a San Lorenzo a Vaccoli e dare vita al suo capolavoro. Che non è il bel giardino e l’orto che inizia a seminare, ma il dialogo che con questi sviluppa e traspone in libri dove il giardinaggio è inteso come lo intendeva Voltaire alla fine del Candide: un coltivarsi. Anzi, con un passaggio ulteriore: il coltivarsi a vicenda dell’uomo e delle piante. I suoi testi prendono perlopiù la forma di guide che non trascurano di spiegare come lavorare la terra, trapiantare, costruire uno stagno, ma sono in realtà saggi nello stile di Montaigne, trattati sulla felicità, sulla libertà, sull’uomo e sulla natura, opere letterarie nel senso più alto del termine. [continua]





sabato 9 maggio 2020

Lettura ad Alta Voce - Quando siete felici, fateci caso


Questo sabato  dalla voce del nostro Sirio Corinaldesi, da un libro di Kurt Vonnegut  Quando siete felici, fateci caso e un'esortazione: ripetete a voi stessi "Cosa c'è di più bello di questo".
Un brano ironico, sempre attuale, che sfiora varie tematiche in poche righe ma dice tante verità. Ogni frase un messaggio sulla nostra esistenza.

Buon ascolto.

La vostra Biblioprof.

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Kurt Vonnegut [vònigët]. - Scrittore statunitense (Indianapolis 1922 - New York 2007). Annoverato tra i maggiori narratori contemporanei, V., che è stato autore anche di testi teatrali, saggi e articoli, scritti autobiografici, ha firmato una ricca e originale produzione di romanzi e racconti di successo.

Vita e opere
Testimone, nel febbr. 1945, della distruzione di Dresda da parte dell'aviazione alleata,  V. ha tratto da questa esperienza quella propensione per il paradosso, per l'umor nero e per lo scetticismo che caratterizza tutta la sua ricca e originale produzione. Esordì con il romanzo Player piano (1952; trad. it. La società della camicia stregata, 1966), cui seguirono The sirens of Titan (1959; trad. it. 1965), i racconti di Canary in a cathouse (1961) e Cat's cradle (1963; trad. it. Ghiaccio nove, 1968), accomunati dall'uso in chiave satirica di elementi della fantascienza. Consolidò il suo successo con God bless you, Mr. Rosewater (1965; trad. it. 1972), Welcome to the monkey-house (1968; trad. it. 1991) e con Slaughterhouse five (1969; trad. it. 1970), suo importante romanzo sull'esperienza di Dresda. Tra i maggiori talenti della narrativa contemporanea, ha riscosso consenso internazionale con numerosi romanzi (Breakfast of champions, 1973, trad. it. 1974; Slapstick, 1976, trad. it. 1990; Jailbird, 1979, trad. it. 1981; Galapagos, 1985, trad. it. 1990; Hocus Pocus, 1990, trad. it. 1991). Da segnalare il testo teatrale Happy birthday, Wanda June (1970), le raccolte di saggi, articoli e discorsi Wampeters, Foma and Grandfalloons (1974), A man without a country (2005; trad. it. 2006) e, postuma, This isn't nice, what is? (2013; trad. it. Quando siete felici fateci caso, 2015), oltre che i volumi autobiografici Palm Sunday (1981) e Fates worse than death (1991; trad. it. 2003). Tra gli ultimi romanzi, vanno ricordati: Timequake (1997; trad. it. 1998) e God bless you, dr. Kevorkian (1999; trad. it. 2000). Nel 2012 è stata pubblicata in Italia sotto il titolo Guarda l'uccellino una raccolta di quattordici racconti inediti scritti da K. negli anni del suo esordio letterario.

Fonte di approfondimento alternativa: Wikipedia

mercoledì 6 maggio 2020

Lettura ad Alta Voce . - Il tabacco fa male




Il tabacco fa male, o  "I danni del tabacco" è un'opera teatrale in un atto unico di Anton Cechov, scritta nel 1886 ma poi riveduto dall'autore nel 1902.

Più precisamente, tra il 1884 e il 1892 l'autore creò otto atti unici, otto vaudevilles, come egli amava chiamarli oltre a Il tabacco fa male. Gli atri sono: Sulla strada maestra, L'orso, Una proposta di matrimonio,  Il canto del cigno, Tragico contro voglia, Le nozze, L'anniversario.

In tempo di reclusione da Covid19, sia i mariti che le mogli, nonché i figli si potranno in qualche modo identificare nel lavoro che vi proponiamo.

Buon ascolto.

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Anton Cechov 
Scrittore russo (Taganrog 1860 - Badenweiler 1904). Narratore tra i più insigni della letteratura russa di epoca contemporanea, fin dalle sue prime opere di carattere comico e caricaturale mira all'essenziale e aborre, tanto nello stile quanto nella costruzione, da tutto ciò che è intrusione personale, abbandono narrativo. Il suo riso è asciutto, pacato, talvolta triste. E la tristezza si fa sempre più sofferta accettazione del grigiore ineluttabile dell'esistenza, cui è dato solo di sperare in un lontanissimo migliore avvenire. Ma sia nei racconti sia nelle opere teatrali questa visione del mondo è trasfigurata da un tenace amore per la vita sempre trattenuto però da un pudore e da una umiltà che, specie nei drammi, ai toni accesi preferisce gli accenti smorzati, alle parole sonore la espressività del silenzio, all'invenzione di vicende drammatiche il triste fluire degli eventi.





lunedì 20 aprile 2020

Lettura ad Alta Voce - Charlie Parker


Iniziamo ad accogliere contributi del territorio ed in particolare iniziamo la settimana con una lettura che ci porta nel mondo della musica, del jazz,  con la vita di Charlie Parker raccontata da Studs Terkel ne' I giganti del Jazz, Sellerio. Palermo, 2005. Legge Marco Salietti.






Quasi tutto quello che vorreste sapere su Charlie Parker, è contenuto nella videolettura. Pertanto, questa volta ho pensato che il materiale aggiunto dovrebbe essere musicale oltre che fotografico, come di solito.

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 Charlie Parker - Now is the time

Musicisti:
Charlie Parker (sax contralto), Miles Davis (tromba), Dizzy Gillespie (piano), Curly Russell (basso), Max Roach (batteria).
Compositore: by Charlie Parker
Recgistrato a  New York, 26 Novembre 1945


e poi Birdland

Fu Charlie Parker, conosciuto familiarmente dai suoi fan e colleghi musicisti come "Bird" una contrazione di "Yardbird", il suo soprannome intero, che fu la personalità dinamica, creativa  e genio del sassofono contralto g che ispirò il brano musicale Birdland scritto da Joe Zawinul quando faceva parte del gruppo Weather Report.

Birland era un club di New York. Quando il club aprì nel dicembre 1949, Charlie Parker era la guest star del clubche all'epoca si trovava su Broadway, qualche isolato a ovest della  52ma Strada, che  era un vivaio del  jazz degli anni '30 e '40.


Birdland - Weather Report



venerdì 17 aprile 2020

Lettura ad Alta Voce - Un Ragazzo normale


Torna a leggere Armelle con Un Ragazzo normale di Lorenzo Marone che parla di Giancarlo Siani, giovane giornalista napoletano, che indagò sulla camorra e venne ucciso nel 1985.




Ma chi era Giancarlo Siani? Un giovane che aveva compiuto da poco 26 anni, che per lavoro faceva  il giornalista. Giovane, ma già evidentemente scomodo alla criminalità organizzata. Doveva aver scoperto qualcosa che non avrebbe dovuto sapere.  "Al di là della sua attività d'inchiesta giornalistica sul fronte della commistione tra criminalità organizzata e politica locale, era lo specifico interesse sugli appalti pubblici per la ricostruzione delle aree colpite dal terremoto dell'Irpinia del 1980 nei dintorni del Vesuvio" (fonte Wikipedia), evidentemente, bravo e competente si stava avvicinando troppo a qualcosa di importante.



La parte di testo che legge Armelle, però, più che essere una ricostruzione storica della sua vita, è la descrizione delle emozioni di chi lo conosceva. Buona Lettura ad Alta Voce! Buon Ascolto.
Grazie Armelle.

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La macchina di Siani foto: Sailko - Opera propria




Lorenzo Marone
Laureato in Giurisprudenza, ha esercitato per quasi dieci anni la professione di avvocato.


Autore di successo, ha pubblicato La tentazione di essere felici (Longanesi, 2015), Premio Stresa 2015, Premio Scrivere per amore 2015, Premio Caffè Corretto – Città di Cave 2016, 18 edizioni in Italia, 14 traduzioni all’estero, un film, La tenerezza, con regia di Gianni Amelio, La tristezza ha il sonno leggero (Longanesi, 2016), Premio Città di Como 2016, Magari domani resto (Feltrinelli, 2017), 8 edizioni, Premio Selezione Bancarella 2017, e Un ragazzo normale (Premio Giancarlo Siani 2018), uscito sempre per Feltrinelli nel febbraio del 2018. [1] A novembre del 2018 è uscita per Feltrinelli la raccolta Cara Napoli, che racchiude gli articoli pubblicati dal 2015 su La Repubblica Napoli e che è giunto alla seconda ristampa. Nel 2019 ha pubblicato, ancora per Feltrinelli, Tutto sarà perfetto.
Ha una rubrica domenicale (I Granelli) su 'La Repubblica di Napoli', collabora con 'Il Venerdì di Repubblica' e con 'Tuttolibri de La Stampa'.

Fonte Wikipedia

mercoledì 15 aprile 2020

Lettura ad Alta Voce - Vecchio al ponte



Questo appuntamento è dedicato a Ernest Hemingway. Scelto e letto dall'amica e collega Giovanna Mai, che ringraziamo per il contributo. E' un racconto breve, tratto della raccolta I quarantanove racconti, che fu pubblicata per la prima volta nel 1938 in inglese e in italiano nel 1946 con traduzione Einaudi. 

Il brano racconta d' un passaggio di soldati sul fiume Ebro in Spagna, durante la guerra civile.
Esempio dello stile di scrittura di Hemingway, il racconto con i suoi dettagli descrittivi, è un tipico esempio della tecnica, quasi cinematografica detta "show don't tell". Trasmette la pena del vivere, tematica vicina agli scrittori del novecento ed in particolare di Hemingway.

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Download del testo da Edizioni Atlas





Milano 1918

Hemingway da bambino - a pesca 1904


Ernest Hemingway, 
Scrittore statunitense (n. Oak Park, Illinois, 1899 - m. Sun Valley, Idaho, 1961). Romanziere tra i più celebri del Novecento, tema ricorrente di tutta la sua opera è la sfida alla morte, carattere distintivo anche di un percorso di vita singolare. In posizione polemica contro ogni abbandono emotivo, con i suoi laconici dialoghi e il tono verbale sempre un po' al disotto della situazione, volontariamente implicante più di quanto dice (understatement), Hemingway inaugurò quella narrativa sconcertante (hard-boiled) che ha avuto tanti seguaci e imitatori. Autore del più importante romanzo sulla prima guerra mondiale, A farewell to arms (1929), tra le sue opere principali occorre citare anche For whom the bell tolls (1940) e The old man and the sea (1952), vincitore del premio Nobel per la letteratura nel 1954.

Fonte Enciclopedia Treccani

Fonte fotografie John F. Kennedy Presidential Library and Museum

lunedì 6 aprile 2020

Lettura ad Alta Voce - Diario della Quarantena e Voler bene a una persona


La nostra amica e collega Rita Pasquini, ha scelto un brano di Paolo Rumiz, il quale, come Rita vi spiegherà meglio, sta tenendo un diario di questo periodo che ci vede a casa durante l'epidemia COVID19.
Come sapete, nei pensieri di uno, si ritrovano pensieri di altri, ci si ritrova. E questo rende, pertanto, il messaggio universale.

Segue, nella stessa registrazione, la lettura di un'altra cara amica e collega Rachele Rotunno della poesia "Voler bene a una persona"  di Davide Rondoni, contenuta nella raccolta Avrebbe amato chiunque, Guanda, 2003




In questo periodo, ci misuriamo tutti con la permanenza in casa,  e misuriamo i metri quadri della nostra casa. Si parla di lavoro da remoto ed anche del fatto che si cucinano più pasti in casa di prima dell'inizio dell'epidemia. La spesa è più difficoltosa da fare, ma avendo più tempo e cercando di uscire meno, si fa anche il pane in casa e la farina e il lievito di birra sono difficili da trovare nei panetti da 25 g ai quali eravamo abituati. Ieri mia cognata mi ha fatto recapitare un po' di lievito, avendone trovato solo confezioni da mezzo chilo! E non è la sola. Ne ridevamo su fb con amici di blog di cucina. Questo per dire...che stiamo tutti vivendo momenti che ci accomunano. Anche cercare la luce da una finestra, per chi non ha balconi e argomento di discussione. Fissare la vitamina D, esponendosi alla luce è importante. E in alcune zone, se i posteri ci leggeranno, bisognerà chiarire che i canti e la musica del pomeriggio che arriva dalle case vicine e stato il nostro modo per comunicare, dopo il silenzio dei primi inusuali giorni e giorni chiusi in casa. Comunicare che non eravamo soli, che eravamo stati rintanati in casa, e che da quel momento in poi, chi voleva esserci e ascoltare musica o cantare insieme a debita distanza, poteva unirsi all'appuntamento delle 18.00 e sentirsi per qualche minuto di nuovo società.

E poi ci sono gli affetti della poesia che legge Rachele. Non sono quelli delle favole. Rondoni nella sua poesia ci ricorda che nel voler bene a una persona - scusate se preciso ed aggiungo io: persona degna di questo sentimento - si deve mettere in conto anche la difficoltà. La felicità si conquista, le relazioni interpersonali hanno i loro momenti perfetti e quelli meno. Ed è nella tenacia, che a mio avviso non può che essere reciproca, nei momenti difficili, che si misura l'amicizia come l'amore.

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scelto per il complemento del titolo

Paolo Rumiz
Giornalista e scrittore italiano (n. Trieste 1947). Inviato speciale del "Piccolo" di Trieste, quindi editorialista di "La Repubblica", ha seguito gli eventi politici che a partire dagli anni Ottanta hanno prodotto profonde trasformazioni nell’area balcanica, pubblicando a seguito di questa esperienza il reportage Maschere per un massacro (1996), e successivamente ha documentato gli eventi bellici verificatisi in Afghanistan dal 2001. Appassionato viaggiatore di viaggi lenti e consapevoli, effettuati a piedi o con mezzi di fortuna, indagatore delle terre di confine e dei luoghi dimenticati, ha percorso itinerari sconosciuti al turismo di massa, soprattutto nell'Est europeo, nel profondo Nordest italiano, lungo il fiume Po. Di questo girovagare animato da ideali minimi e chiari, e degli incontri che ne sono derivati con un mondo di personaggi autentici e di territori strani e meravigliosi, ha dato conto con uno stile asciutto e fotografico, che non si compiace mai di sé stesso ma tende a restituire con immediatezza e semplicità il vissuto, in numerosi libri, tra cui occorre citare almeno: Danubio. Storie di una nuova Europa (1990); La leggenda dei monti naviganti (2007); Tre uomini in bicicletta (con F. Altan, 2008); L'Italia in seconda classe (2009); Trans Europa Express (2012); Morimondo (2013); Come cavalli che dormono in piedi (2014); entrambi nel 2015, La cotogna di Istanbul. Ballata per tre uomini e una donna (da leggere soltanto ad alta voce) e Il Ciclope; Appia (2016); La regina del silenzio (2017); Il filo infinito (2019).
Fonte Treccani






Avrebbe amato chiunque
In un tempo d'incertezza e d'interrogazioni, mentre sembra velarsi l'astro accomodante del postmoderno, la poesia di Davide Rondoni attinge più che mai una pienezza vitale, e forse è il suo dono nativo, che non ignora però il vuoto oscuro della coscienza, il tremore teso e nudo della speranza, e vi associa una tenerezza insieme intima e impetuosa, sospesa fra "dolore e lode". Così, nel movimento concertato di questa raccolta l'io che parla raccontando o meditando, talvolta come ai margini di una scena, vive e conosce se stesso attraverso la presenza complementare dell'altro tra i frammenti di una cronaca che diviene subito storia, esperienza incompiuta di un senso, viaggio, andare e venire dell'esistere nello spazio vivo e preciso dei luoghi: Bologna, Milano, New York, San Pietroburgo, Parigi, Chartres, Jesi, Sansepolcro. Ma tutto ora si cala in una dimensione "feriale", tanto più nitida e concreta, quasi a portata di mano, quanto più trascende la "regola del guardare" nel chiarore dell'alba o nella solitudine della notte, mentre vi si accompagnano gli affetti familiari, il desiderio, l'amore, l'amicizia, la pietà, la commozione tranquilla dello stupore. Un discorso lirico che ha il respiro e la tensione dell'esperienza, con cesure e riprese musicali, sino al parlato di una canzone o la sapienza riflessiva di un silenzio. Per Rondoni la fede nella parola è anche fede nell'uomo e nel suo archetipo di perfezione, una certezza che scaturisce dalla "scoperta d'essere nell'universo".

Davide Rondoni 
nato Forlì nel  1964, è un poeta, scrittore e drammaturgo italiano.
Si è laureato in lettere all'Università di Bologna con Ezio Raimondi. Ha fondato e diretto il Centro di poesia contemporanea presso la stessa università. Ha scritto diverse raccolte di poesia, pubblicate in Italia e all'estero. Il bar del tempo (Guanda, 1999, è stato seguito da alcuni libri che hanno ricevuto premi letterari, tra cui le opere: Avrebbe amato chiunque (Guanda, 2003), Apocalisse amore (Mondadori, 2008). 
Ha fondato e dirige la rivista clanDestino, è opinionista di Avvenire, è stato critico letterario nel supplemento domenicale de Il Sole 24 Ore. Dirige la collana “I Passatori - Contrabbando di poesia” per Carta Canta Editore.

venerdì 3 aprile 2020

Lettura ad Alta Voce - Tutto il sapere del mondo



In effetti, è il complemento del titolo del libro Noi siamo tempesta di Michela Murgia, che ci svela l'intento di questo suo lavoro. Raccontare "storie senza eroe che hanno cambiato il mondo". E allora chi saranno Jimmy e Larry del brano che vi proponiamo? E in che modo hanno cambiato il mondo? Sentite, li riconoscerete subito.




L'importanza delle fonti attendibili, sia per chi fa ricerca che per chi ha bisogno di informazioni è veramente importante. Ai nostri alunni  non finiamo mai di ripeterlo, attraverso quello che in blblioteconomia si chiama competenza informativa (information literacy). Ormai, l'avvento di internet, non è cosa recente e sempre più ci si deve guardare dalle notizie false. Notizie false o bufale in romano o notizie tarocche. Notizie false, chi sa perché, anche se sempre due parole sono e non di più, ora molti hanno adottato la traduzione in inglese divulgata da un noto Presidente di una nazione anglofona. Come se noi quella espressione nella nostra lingua non l'avessimo. Beh, noi italiani, così refrattari alle lingue straniere, ora una parola in più, ma anche due, le abbiamo imparate.

Seguiteci ancora! La prossima settimana abbiamo altre belle letture in arrivo.

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WIKIPEDIA
WORLD WIDE WEB 15 GENNAIO 2001

Wikipedia è considerata tra i dieci momenti più importanti della storia di internet, ma l’intuizione su cui si fonda è semplice quanto antica: la conoscenza è un bene primario e va messa a disposizione di tutti gratuitamente. I due fondatori – Larry Sanger e Jimmy Wales – inizialmente si posero il problema di come poter certificare l’affidabilità di quella conoscenza libera e pensarono di averlo risolto affidando la stesura delle voci a dei super esperti. Questo esperimento aveva il nome di Nupedia. La soluzione si rivelò però fallimentare, perché apriva la consultazione ma riservava la compilazione, senza rompere davvero la struttura piramidale della conoscenza, che da sempre vede i sapienti in cima e in basso i fruitori di quel sapere. In tre anni quei super esperti avevano creato solo ventiquattro voci. Stavano per rinunciare al progetto, ma Jimmy ebbe l’intuizione di aprire a tutti la possibilità di creare le voci attraverso un semplice sistema di formattazione che oggi conosciamo come Wiki. Gli esperti, indignati per quella scelta, rinunciarono al progetto e fu la fortuna di Wikipedia. Dopo solo un anno di vita quel sistema aveva generato quasi ventimila voci e diciotto lingue di compilazione, rendendo evidente a tutti che il sapere non è solo qualcosa che si consulta insieme, ma anche qualcosa che insieme si fa.
Fonte: Noi siamo tempesta:tutto il sapere del mondo.






Michela Murgia fonte:Wikipedia

Jimmy Wales fonte: Wikipedia

Larry Sanger fonte: Wikipedia

lunedì 30 marzo 2020

Lettura ad Alta Voce - Mara



Questa brano è letto dalla prof. Daniela La Macchia. Tratto da Mara di Ritanna Armeni. In un momento così denso di interrogativi, quale è questo che stiamo vivendo, dove il male ci viene da un nemico invisibile, un virus, che attenta alla nostra salute, mi sento di dire che non è mai abbastanza quello che si fa per mantenere vivo il ricordo di quello che altri mali invisibili hanno fatto all'umanità.
Il razzismo, l'invidia sociale, sono mali e peccati spesso invisibili e striscianti. Purtroppo, a volte, la scuola stessa non viene capita quando fa di tutto per combattere, ancora oggi, attraverso l'analisi e la memoria, perché mai più si cada in questi errori, mai più un popolo ceda al canto delle sirene.

Quest'anno molti alunni che avrebbero voluto visitare il campo di concentramento e sterminio di Auschwitz con un programma di viaggio di istruzione  promosso e patrocinato dal MIUR, a causa delle misure di contrasto e contenimento del CoViD19, non son potuti partire. Avrebbero visto con i loro occhi, quello che alcuni negano sia mai avvento.

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Abstract
Mara è nata nel 1920 e ha 13 anni quando comincia questa storia. Vive vicino a largo di Torre Argentina. Il papà è bottegaio, la mamma casalinga. Ha un’amica del cuore, Nadia, fascista convinta, che la porta a sentire il Duce a piazza Venezia. Le piace leggere e da grande vorrebbe fare la scrittrice o la giornalista. Tanti sogni e tante speranze la attraversano: studiare letteratura latina, diventare bella e indipendente come l’elegante zia Luisa, coi suoi cappellini e il passo deciso e veloce. Il futuro le sembra a portata di mano, sicuro sotto il ritratto del Duce che campeggia nel suo salotto tra le due poltrone. Questo è quello che pensa Mara, e come lei molti altri italiani che accorrono sotto il Suo balcone in piazza Venezia. Fino a che il dubbio comincia a lavorare, a disegnare piccole crepe, ad aprire ferite. Tra il pubblico e il privato la Storia compone tragedie che riscrivono i destini individuali e collettivi, senza eccezioni. Quello che resta è obbedire ai propri desideri: nelle tempeste tengono a galla, e nei cieli azzurri sanno disegnare le strade del domani.



Ritanna Armeni
Giornalista e scrittrice. Ha lavorato come caporedattrice al periodico «Noi donne», poi a «il manifesto» e nella redazione di «l’Unità», a «Rinascita» e, ancora, opinionista sul quotidiano «Il Riformista». È stata per tre anni conduttrice di "Otto e mezzo" insieme a Giuliano Ferrara. Ha pubblicato Di questo amore non si deve sapere (Ponte alle Grazie 2015), vincitore del Premio Comisso. Tra gli altri suoi titoli usciti sempre con Ponte alle Grazie: La colpa delle donne (2006), Prime donne. Perché in politica non c'è spazio per il secondo sesso (2008), Una donna può tutto. 1941: volano le Streghe della notte (2018). Mara. Una donna del Novecento (2020).