giovedì 25 febbraio 2021

Proposte di lettura: per non dimenticare anche in febbraio



foto:da Edizioni Storia e Letteratura


Le Edizioni Storia e Letteratura propongono un interessante varietà di letture "vaccino" contro l'oblio, la disinformazione e il negazionismo.

Troviamo tra queste un libro su Emilio Sereni, che noi conosciamo come laureato in agraria, ma che in effetti  era uomo colto, dai poliedrici interessi e impegnato nella società dell'epoca.


Leggere i classici durante la Resistenza. La letteratura greca e latina nelle carte di Emilio  Sereni 

 
Abstract:
Emilio Sereni: (1907-1977) fu partigiano, padre costituente, dirigente del Partito Comunista Italiano: e, insieme, intellettuale coltissimo e brillante, poliglotta straordinario, studioso disciplinato, rigoroso, animato da una curiosità inarrestabile. Sereni destinò i suoi libri e le sue carte di studio all’Istituto Alcide Cervi, presso il quale ora ha sede la Biblioteca Emilio Sereni. Ancora in larga parte inesplorato, questo materiale costituisce un esempio eccezionale di «biblioteca d’autore»: anzitutto, per la minuta e attentissima sistemazione che già lo stesso Sereni aveva dato alle sue carte. Fra di esse è conservato un fascicolo che contiene trascrizioni, traduzioni e appunti relativi in particolare (ma non esclusivamente) alle letterature greca e latina: Saffo, Eschilo, Sofocle, Euripide, Platone, Catullo, Lucrezio, Virgilio, Tibullo, Orazio, Plinio. «Qualche volta, le cose più vere per me le annoto sotto forma, proprio, di excerpta»: così scriveva Sereni nel suo Diario, il 21 dicembre 1948. Questo libro porta alla luce per la prima volta i suoi excerpta dagli autori greci e latini, le sue traduzioni, i suoi appassionati e lucidi commenti. Essi sono tutti datati – sorprendentemente – fra la fine del 1944 e l’aprile del 1945. Nei mesi più duri e concitati della Resistenza e della lotta antifascista, Emilio Sereni sembra cercare nella lettura dei classici «le cose più vere», e per lui più vere e più urgenti: l’amore, la morte, il dolore dell’assenza, la pace della campagna, la guerra – e la guerra civile –, la libertà del sapere. Ai classici Sereni affida le riflessioni più alte e ariose, e a un tempo intime e personali. Nelle sue trascrizioni pazienti del greco e del latino, nelle traduzioni colte e precise, nei suoi commenti attenti e commossi, i classici si rivelano depositari dell’umanità più vera, di una forma di «verità» ultima e radicale che Sereni sembra aver ricercato sempre, ovunque, con passione inesausta.


"I rischi che viviamo sono la 'memoria distrutta', ma soprattutto la marcia della destra, questo nuovo nazismo, razzismo. Questo fa più male di tutto" (da una intervista a Edith Bruck, gennaio 2021).


 Edith Bruck,  Specchi.


L'aria della libertà:l'Italia di Piero Calamandrei

Abstract:

«Io ricordo che negli anni pesanti e grigi nei quali si sentiva avvicinarsi la catastrofe, facevo parte di un gruppo di amici che, non potendo sopportare l’afa morale delle città piene di falso tripudio e di funebri adunate coatte, fuggivamo ogni domenica a respirare su per i monti l’aria della libertà…». Le istantanee scattate dalla Rolleiflex di Piero Calamandrei raccontano l’atmosfera – allegra e malinconica – di queste brevi fughe per pievi e abbazie, siti archeologici e luoghi d’elezione di artisti e poeti, destinazioni scelte col desiderio di ritrovare quella «tradizione di civiltà» di cui s’era «smarrito il senso». Alla ricerca del «vero volto della patria», insieme a Calamandrei, alcuni dei più importanti intellettuali antifascisti che, all’indomani della fine della guerra, furono tra i protagonisti della rinascita morale e civile del paese.


Nessun commento:

Posta un commento