lunedì 21 ottobre 2013

I frammenti di Clitemnesta di Paolo Amadio


I Frammenti di Clitemnesta di Paolo Amadio

Presentazione

Nella vita di una tranquilla località balneare alle porte di Roma irrompe un fatto di cronaca destinato a scuotere le coscienze dell’intera comunità di residenti e villeggianti: un tentativo di stupro termina con un morto ammazzato. Dietro alla serenità dei villeggianti, adagiati su di un territorio ricco di una millenaria storia e degli imprevedibili lasciti del passato, si consumano le passioni terrene di un mondo in cui tutti aspirano a possedere ciò che non hanno, e sono disposti ad averlo, costi quel che costi...


Dove lo trovi? vedi  QUI

Vuoi incontrare l'autore?

Partecipa a Narrare con Parole e immagini sabato 26 ottobre 2013

Aula Magna ore 12-13
ITAS G. Garibaldi
Via Ardeatina, 524
Roma

mercoledì 9 ottobre 2013

Il traduttore del silenzio di Daoud Hari




Abstract
Daoud è nato in un piccolo villaggio nel Darfur. Capanne rotonde, spaziose, con il tetto d'erba che quando piove profuma di buono. Sebbene sia stato lontano anni, prima per studiare, poi per lavorare in Libia, l'ha sempre portato nel cuore. Tanto che ora ha deciso di tornare, per ritrovare la sua gente, la sua famiglia. E per perdere tutto un attimo dopo. Perché un giorno il villaggio viene attaccato, le capanne bruciate e molti degli abitanti uccisi. Chi sopravvive fugge, come Daoud. È l'incontro con un'organizzazione umanitaria a indicargli il suo destino. Facendo tesoro dell'inglese imparato a scuola, Daoud si offre come interprete e guida. Attraverso le sue parole prendono voce le testimonianze di centinaia di profughi, scampati al massacro ma che ancora hanno negli occhi l'orrore che ha dilaniato le loro vite. Sono storie di un dolore quotidiano, tanto spaventose che a volte non riesce nemmeno a tradurle. Ma anche storie di coraggio e di umanità che illuminano di speranza la notte dell'odio. Quella è diventata la sua missione. Perché nessuno possa più dire che non sapeva.

Daoud Hari, conosciuto con il soprannome di Suleiman Abakar Moussa, è uno scrittore sudanese, nato in un villaggio del Darfur.

Biografia

Dopo essere stato costretto ad abbandonare il suo paese, ha vissuto in un campo profughi in Ciad. Come interprete e guida di reporter occidentali e organizzazioni umanitarie, ha varcato decine di volte il confine per tornare in Sudan, mettendo a repentaglio la propria vita per dar voce a chi non ce l'ha. Nel 2006, nel corso di una di queste missioni, è stato catturato, imprigionato e torturato. Dopo la sua liberazione, è stato accolto negli Stati Uniti come rifugiato. Il suo libro intitolato "Il traduttore del silenzio" è un caso internazionale, tradotto in quattordici paesi. Oggi vive a Baltimora.
Fonte:Wikipedia

martedì 8 ottobre 2013

Esce oggi in libreria "Io sono Malala"





I lettori troveranno da oggi nelle librerie di tutto il mondo l'autobiografia di Malala Yousafzai, la ragazza, ora 16enne pakistana ferita dai talebani il 9 ottobre 2012 nella valle dello Swat. E quindi l'uscita in questa data, ad un anno dal grave ferimento non è casuale. 

Il libro 'I Am Malala' ('Sono Malala'), scritto dalla giovane attivista e dalla giornalista britannica Christina Lamb, racconta la vita della ragazza prima e dopo l'attentato avvenuto due anni fa. Ne emerge l'immagine di una ragazza a cui piacciono 'Ugly Betty', Masterchef e Angelina Jolie, che si preoccupa dei suoi vestiti e capelli, ma al tempo stesso ha una volontà inflessibile e una maturità rare alla sua età. La sparatoria è descritta brevemente, ma in maniera molto vivida. "L'aria - ricorda Malala - aveva l'odore di diesel, pane e kebab, mischiato con la puzza del torrente dove la gente continuava a buttare la spazzatura".


Una parte del racconto è dedicata alla valle dello Swat, "il posto più bello in tutto il mondo", secondo Malala, ma al tempo stesso attraversato da sempre da eserciti e invasori, dai tempi di Alessandro Magno a Winston Churchill. Dopo gli attentati dell'11 settembre del 2001 e dopo l'invasione dell'Afghanistan da parte dell'esercito statunitense la valle è stata raggiunta dai talebani. Il libro racconta il loro arrivo, con i militanti che chiudevano negozi di dvd ed esponevano i corpi delle persone che avevano giustiziato. I talebani fecero esplodere le antiche statue di Budda e poi iniziarono ad attaccare scuole. "Hanno distrutto tutto quello che c'era di vecchio e non hanno portato niente di nuovo", scrive Malala, che considera se stessa una musulmana credente e un orgoglioso membro del gruppo etnico dei pashtun, ma al tempo stesso racconta di aver sempre contestato l'approccio della sua cultura nei confronti delle donne.


La ragazza dedica molto spazio alla figura del padre, Ziauddin Yousafzai, l'educatore che fondò la scuola frequentata dalla figlia. A 11 anni Malala concesse le prime interviste a emittenti locali e nel 2009 iniziò a scrivere un blog per il servizio della Bbc in urdu. Malala ora vive a Birmingham, nel Regno Unito, dove è stata curata per le ferite alla testa riportate nell'attacco. L'ultima parte del libro descrive la sua vita in Inghilterra e la ragazza racconta di essersi svegliata in ospedale con un unico pensiero: "Grazie a Dio non sono morta".


La giovane vuole ritornare un giorno in Pakistan e dedicarsi alla politica. Attualmente il Malala Fund fondato in suo nome promuove l'istruzione delle ragazze in tutto il mondo, mentre lei stessa ha ricevuto numerosi premi e parlato alle Nazioni unite nel giorno del suo 16esimo compleanno. Il 18 ottobre incontrerà la regina Elisabetta a Buckingham palace. "Quando mi spararono, i talebani pensavano che la gente sarebbe rimasta in silenzio, che nessuno avrebbe parlato", ha detto in un'intervista alla Bbc. "Penso - ha aggiunto - che forse si siano pentiti di aver sparato a Malala".

Abstract
9 ottobre 2012. Il sole brilla forte sulla valle di Swat. Dal vecchio scuolabus senza tetto che la riporta a casa, Malala sorride e segue il volo degli aquiloni colorati nell'enorme cielo azzurro. Anche oggi ce l'ha fatta: ha attraversato il fiume e ha raggiunto la scuola. È riuscita a studiare, a leggere, a imparare. Nonostante i pregiudizi. Nonostante le minacce. Nonostante le imposizioni. Perché i Talebani al potere vogliono togliere questo diritto a tutte le ragazze come lei, e sono pronti a uccidere chi osa gridare il proprio desiderio di conoscere il mondo. Malala questo lo sa bene, e quando a un tratto l'autista frena rumorosamente, fermando il bus nel mezzo di quella strada fatta di terra e polvere, capisce subito che qualcosa non va. Un uomo, i capelli lunghi e il volto coperto da una folta barba scura, sale a bordo all'improvviso con un salto. Impugna una pistola nera e grida furioso il suo nome. Sta cercando proprio lei. Nessuno parla, nessuno risponde a quell'urlo. Poi lentamente i visi cominciano a girarsi e a guardare Malala, indicandola in silenzio con occhi impauriti. Lei è l'unica, sullo scuolabus, ad avere il volto scoperto e lo sguardo fisso su quell'uomo che rapidamente alza il braccio e fa fuoco. Quattro rumori violenti, quattro spari, quattro proiettili la colpiscono. Ma quella mattina Malala non muore, e questa è la sua storia.

lunedì 7 ottobre 2013

Vi presento Fabrizio Gatti e il nobel per Lampedusa




foto di coperta da licenza crative commons

Stavo leggendo della candidatura di Lampedusa al premio Nobel e mi sono imbattuta nella storia professionale del giornalista Fabrizio Gatti che al riguardo recentemente ha scritto:

La pace non è un concetto astratto. La pace è un’azione verso gli uomini, le donne, i bambini. Non c’è altro paese al mondo in cui abbia visto mettere in pratica questo impegno in modo così costante e determinato. Quel paese, un piccolo paese disperso in mezzo al mare, è Lampedusa. Con tutti i suoi abitanti, i soccorritori, i medici, i volontari. In queste ore, la gente di Lampedusa ancora una volta ha portato a terra i vivi e raccolto i morti.



foto di coperta da licenza crative commons

foto di coperta da licenza crative commons



L’ho provato sulla mia pelle. Letteralmente. La notte tra il 23 e il 24 settembre 2005. Un uomo che non conoscevo e non mi conosceva mi ha avvistato in mare, a nuoto alla deriva. Mi ha aiutato a risalire sulla scogliera. Mi ha fatto sdraiare sulla pietra. Si è tolto la maglietta e me l’ha stesa sul petto per coprirmi. Continuavo a tremare di freddo. Allora lui, con tutto il suo corpo, si è sdraiato sopra di me. Pesava, eccome. Mi ha riscaldato così. Senza sapere chi fossi. Ero sporco, la barba sfatta da mesi, potevo essere malato e contagioso. Ho memorizzato nella mente la sua voce, le sue parole. Vale la pena risentirle: “Questo poveretto erano quasi cinque ore che chiedeva aiuto”, diceva agli altri intorno a lui, “alle dieci l’ho sentito gridare. Credevo fosse uno dei turisti ubriachi che dormono in spiaggia e gli ho perfino risposto cu c’è. Madonna mia, perdonami. Questo si è ghiacciato. Sta tremando… Forza, qualcuno porti una coperta che questo sta morendo di freddo. Dai, che ti portano una coperta e ti scaldi”. Poi si è messo in ginocchio e si è chinato a strofinare i miei piedi. Tempo dopo l’uscita sull’Espresso della mia inchiesta sotto copertura, ci siamo rivisti per la prima volta. Massimo Costanza non faceva il soccorritore di mestiere. Fa l’elettricista in un albergo, ha una moglie, i figli. Una persona normale.
Fuori dei centri di detenzione dove i sopravvissuti vengono rinchiusi per legge, del filo spinato, della reclusione fino a diciotto mesi, della politica estera incapace e inconcludente, Lampedusa è così. Gente che non fa differenza tra amici o nemici. Connazionali o stranieri. Cittadini o clandestini. Ecco perché una volta seppellite le decine e decine di morti e placate le polemiche, dopo aver premiato nel 2012 l’Unione Europea, colpevole assente in questa tragedia sulle sponde del Mediterraneo, il Nobel per la pace dovrebbe andare agli abitanti di quest’isola, capitale mondiale d’umanità.

Per favore, firma la petizione per la candidatura di Lampedusa al premio Nobel per la pace 2014








Fabrizio Gatti si presenta così

Chi sono
Nato a Milano nel 1966, dal 2004 scrivo per “l’Espresso”. Forse ricorderete le mie inchieste da infiltrato sulle rotte dell’immigrazione illegale dall’Africa all’Europa, sul caporalato nell’agricoltura e nell’edilizia, sulle scarse condizioni igieniche negli ospedali e sulla “cricca” degli appalti pubblici. Dal 1987 al 1990 ho scritto per “il Giornale” di Indro Montanelli e dal 1991 al 2004 per il “Corriere della sera”. Ho pubblicato: “Bilal.
Viaggiare, lavorare, morire da clandestini” (Rizzoli, 2007 – premio Tiziano Terzani), diario di quattro anni vissuti sotto copertura tra il deserto del Sahara, l’isola di Lampedusa e le campagne dove, grazie allo sfruttamento della manodopera, l’industria alimentare compra prodotti a prezzi da fame; “Gli anni della peste” (Rizzoli, 2013), romanzo-verità sulla resa dell’Italia di fronte alla mafia; e i libri per ragazzi “Viki che voleva andare a scuola” (Rizzoli, 2003 – adottato come testo di lettura in numerose classi) e “L’Eco della frottola” (Rizzoli, 2010 – premio letteratura per ragazzi Elsa Morante).


foto di  coperta da licenza crative commons

Spunti di lettura
Libri di Fabrizio Gatti


Abstract
"Bilal" è un'avventura contemporanea attraverso i deserti e il mare, dall'Africa all'Europa, dalle bidonville al mercato dei nuovi schiavi, vissuta in prima persona dall'autore. Fabrizio Gatti ha attraversato il Sahara sui camion e si è fatto arrestare come immigrato clandestino per raccontare gli atti eroici e le tragedie che accompagnano i protagonisti di una conquista incompiuta.




Abstract
Un giornalista infiltrato che si mette la tuta degli operai del gas per raccontare le follie di una banda di trafficanti di droga. Un killer della 'ndrangheta che al suo battesimo con la pistola non ha il coraggio di uccidere. Si guardano da lontano. Si studiano. Si incontrano. Due vite parallele. Un viaggio spietato. Dal Fortino della mala, il quartiere senza Stato di Milano, ai giorni della resa alla mafia, i nostri giorni. Il giornalista insegue la via dell'eroina in città e si ritrova al centro dell'estate atroce delle stragi di Cosa nostra. Rocco, vent'anni, il killer che rinuncia a uccidere, finisce in carcere. Con una sola ossessione: vendicare la morte di Luca, il suo capo, il suo compare fraterno, ammazzato su ordine dei clan. Il bisogno di vendetta di Rocco però si trasforma in desiderio di giustizia. Fino a convincerlo a testimoniare al maxiprocesso contro la 'ndrangheta al Nord. In cambio lo Stato gli offre la tutela e la possibilità di ricostruirsi una vita. Ma un mese prima dell'udienza, con un pretesto, gli toglie il programma di protezione. Rocco diventa così il primo pentito tradito dallo Stato. Il perché glielo rivela il giornalista che Rocco odiava fino al punto di volerlo gambizzare. Il perché è nelle confidenze di un funzionario di polizia che, già poche ore dopo le bombe di Cosa nostra a Milano e a Roma, parla di una trattativa in corso tra apparati dello Stato e boss. Il romanzo verità di un giornalista infiltrato nel mondo del crimine.




Abstract
La vicenda di Viki ha occupato per parecchio tempo le pagine di cronaca del Corriere della Sera. A scoprirla e raccontarla è stato un cronista che perlustrando la periferia di Milano, una sera d'inverno, in cerca di storie, ha visto un bambino fare ritorno da solo, nel buio, in una baraccopoli popolata da clandestini. Viki e la sua famiglia vengono dall'Albania e stanno cercando di inventarsi una nuova vita in Italia. Non è facile, perché non sono in regola. Ma Viki ha una marcia in più: è bravo a scuola, vuole imparare. Una storia vera, una volta tanto a lieto fine, per riflettere su parole come accoglienza, integrazione, solidarietà.





Abstract
È notte quando nella redazione dell'Eco di Bau Bau Au Au Au, il quotidiano più antico e prestigioso dell'isola, arriva la notizia di un rapimento eccellente: qualcuno ha sequestrato il questore a pochi passi dallo zoo. Le informazioni sul fatto sono scarse e non è possibile chiedere conferma alle forze dell'ordine. Eppure il caporedattore, dopo aver fermato il giornale in stampa per aggiornare la prima pagina, chiede a un vecchio redattore, Pennuto, ormai a pochi mesi dalla pensione, di scrivere il pezzo. Ma è possibile costruire un articolo senza conoscere i fatti, con il dubbio che non ci sia alcuna notizia reale? Pennuto ci prova: in fondo basta dilatare, aggiungere, ritoccare, insinuare... E l'indomani, all'uscita del quotidiano, la notizia del rapimento del questore viene rilanciata dalle televisioni scatenando un domino di equivoci che coinvolge l'intera isola, autorità comprese, creando seri pasticci. Ma anche un'occasione, per il povero Pennuto e per la giovane commissaria Mancata con cui ha stretto amicizia, di riflettere sui meccanismi della comunicazione e del giornalismo: quello buono e soprattutto quello cattivo. Età di lettura: da 9 anni.


sabato 5 ottobre 2013

La Psicantria




Mi arriva una mail dalla prof. Tamburano della Comunità di Capodarco di Roma, comunità che come sapete si occupa di combattere l'emarginazione delle persone in situazioni di disagio.

Nella mail la collega mi segnala un'iniziativa di grande valore. Un progetto davvero originale nel quale si legge la disponibilità verso l'altro, l'accettazione della diversità, il rispetto per ogni essere umano, il riconoscimento della persona.

Due uomini, due professionisti con la passione per la musica, si incontrano. Uno è uno psicoterapeuta, l'altro è uno psichiatra. Decidono di far conoscere i disturbi psichici attraverso la canzone. Perché la conoscenza permette di combattere il pregiudizio e la discriminazione.

Chi sa se un giorno li potremo invitare ad esibirsi alla nostra scuola.


Vi inserisco un video che ve li farà conoscere meglio.



Fonte: http://www.psicantria.it/ita/

mercoledì 18 settembre 2013

Autunno alla Landriana


foto di Joanna Wise

Week end 4/5/6 OTTOBRE – “AUTUNNO ALLA LANDRIANA” 12^ edizione
Mostra mercato del giardinaggio di qualità in veste autunnale
Orario di apertura: 10.00/18.00

Dal sito la Landriana pubblichiamo a scopo didattico la storia dei giardini della Landriana.

Tutto ebbe inizio nel 1956, quando il Marchese Gallarati Scotti e sua moglie, Lavinia Taverna, decisero di acquistare, ad un'asta giudiziaria, una proprietà rurale situata nei pressi di Ardea, sulla costa Laziale, a poche decine di chilometri dalla città di Roma. La proprietà fu chiamata la Landriana, in omaggio ad uno dei nomi della famiglia Taverna. Al momento dell'acquisto, però, il terreno era completamente spoglio, non vi erano alberi né arbusti ed era ancora infestato dalle mine e dalle bombe, residui di quella tragica guerra che in questa zona, in occasione dello sbarco di Anzio, aveva conosciuto uno dei suoi momenti più cruciali e decisivi. Il giardino nacque quasi per caso: l'intenzione originale fu quella di piantare degli alberi, soprattutto pini ed eucalipti, per fare un po' di ombra al casale e per frenare i venti che, fortissimi, soffiavano dal mare che distava solo quattro chilometri. In seguito, tuttavia, un'amica di famiglia donò a Lavinia Taverna una bustina di semi e la marchesa, quasi per gioco, provò a seminarli. Il risultato dell'esperimento fu sensazionale: nacquero delle piantine e con esse una passione destinata a lasciare un segno profondo sulla ormai brulla proprietà. Lavinia iniziò ad avvicinarsi al giardinaggio con grande ardore, dedicandosi con estrema cura alla semina e allevando con amore le centinaia di piante nate grazie al suo attento lavoro. Infine, le collocò nell'area che circondava la casa senza seguire uno schema preciso.

Questa fase di entusiasmo neofita proseguì per diversi anni, fino a quando Lavinia non si rese conto che il suo non era un giardino, ma un insieme di piante privo di una struttura e di uno specifico disegno. Lavinia aveva bisogno di aiuto per creare un vero giardino. Fu allora che il Conte Donato Sanminiatelli, amico di famiglia e amante del giardinaggio, le suggerì di chiamare Russell Page, il famoso architetto paesaggista inglese, che proprio in quel periodo, si stava occupando del giardino dei Sanminiatelli a San Liberato.

Russell Page arrivò alla Landriana nel 1967 e comprese subito che avrebbe dovuto dare al giardino una struttura molto forte e ben disegnata, in modo che potesse accogliere le centinaia di varietà già presenti e imporre ordine e rigore alla magnifica collezione di piante della Marchesa. Page suddivise il grande giardino in spazi circoscritti dal disegno fortemente geometrico sottolineato da siepi e vialetti. Per la zona immediatamente adiacente la casa egli disegnò una pergola da addossare al casale, un piccolo giardino con una vasca vicino alla sala da pranzo (rimasto immutato), ed una grande bordura di piante grigie.

Poco più in là progettò un roseto formale (oggi Giardino degli aranci), un giardino per le collezioni (oggi Giardino degli ulivi) ed un rock garden. Tornato qualche anno dopo, Page scoprì che la Marchesa, nel frattempo, non aveva cessato di coltivare nuove piante al di fuori delle aree da lui disegnate e comprese che il suo schema iniziale avrebbe dovuto essere rivisto e giocato su una scala più ampia. Inoltre, i gusti e la curiosità di Lavinia si andavano affinando: dapprima l'interesse per le piante mediterranee, poi per quelle australiane e per quelle della California, alla continua ricerca delle specie che meglio si adattassero al clima mediterraneo nel quale cresceva il suo giardino. Nei suoi appunti scritti, qualche anno dopo, Page ricorda questa continua immissione di essenze e l'evidente intenzione, da parte di Lavinia, di integrare le nuove piante in modo armonioso e inserirle negli spazi-giardino dal disegno attentamente calibrato.

In effetti, se molte delle piante in coltivazione all'epoca di Page sono state cambiate con gli anni, la sua organizzazione degli spazi non solo ha resistito al tempo, ma è risultata determinante per il successivo sviluppo del giardino, che Lavinia ha continuato ad allargare. Seguendo il consiglio di Page, infatti, la Marchesa disegnò lungo il fianco della collina una scalinata rettilinea (l'attuale Viale Bianco) che scendesse nella zona inferiore, creò un lago artificiale, continuò a disegnare giardini che nel senso delle proporzioni, nell'equilibrio e nell'uso dello spazio risentono fortemente della lezione di Russell Page. La terza fase nella storia della Landriana risale all'inizio degli anni Ottanta. Lavinia era stata costretta a trascurare il giardino per qualche tempo e allorché poté tornare a occuparsene assiduamente, decise di ripensare alcune zone del giardino, per seguire con maggiore precisione il principio delle stanze tematiche e di giocare con maggiore padronanza di mezzi sul tema degli accostamenti di forme, di fogliame, di tinte. Sparirono, allora, i colori più sgargianti e le piante più dichiaratamente esotiche e iniziò un lungo studio per creare un giardino che, pur trovandosi in ambiente mediterraneo, riuscisse a proporre schemi di colore delicati, giochi di pieni e di vuoti accuratamente controllati con le potature, rigore nel disegno e controllo nella gamma di piante proposte. Fu così che nacquero alcuni fra i giardini più noti e riusciti, quali la Valle delle rose, il Viale bianco, il Giardino degli ulivi. La fase più recente della vita del giardino risale a pochi anni fa ed è caratterizzata dalla volontà di proiettarsi verso l'esterno, sia in senso metaforico, con l'apertura dei giardini al pubblico e l'organizzazione della fiera di giardinaggio, sia in senso letterale. Infatti, a metà degli anni Novanta, la bordura grigia di Page, ormai soffocata dai pini sovrastanti che erano cresciuti moltissimo, languiva.

Con il suo tipico coraggio Lavinia decise di trasferirla oltre la recinzione del giardino, in un'area completamente dedicata a un vecchio frutteto.

Nacque così il capolavoro del nuovo giardino grigio che, insieme al Prato blu ed al Grande prato delle mostre "Primavera ed Autunno alla Landriana", segna un ritorno al mondo assolato del Mediterraneo nel resto del giardino ormai filtrato, e quasi esorcizzato, dall’ombra dei grandi alberi.

Lavinia Taverna aveva progettato altri giardini nelle vicinanze del lago. Tra di essi, alcuni furono solo accennati, con le prime piante, altri appena sognati su carta. La scomparsa di Lavinia, avvenuta nel 1997, ha provocato una momentanea stasi in questo incessante sbocciare di nuovi giardini che, soprattutto negli ultimi anni, aveva rappresentato il tratto più caratteristico della Landriana. I progetti della Marchesa, tuttavia, non sono stati dimenticati: Lavinia ha lasciato a disposizione del pubblico l'inestimabile patrimonio di un giardino moderno e unico in Italia, nel quale non solo è possibile godere di un ambiente incantato, ma anche imparare qualcosa di quel personalissimo stile di grande giardiniera che Lavinia ha dimostrato. La sua firma inconfondibile è fatta di attente giustapposizioni di masse create grazie ad accurate potature, di tappezzanti che non permettono di vedere la terra nuda, di viali e camminamenti lastricati o in erba, di schemi di colori armoniosi. Oggi, la Landriana costituisce uno stimolo ed una fonte d'ispirazione preziosa per chiunque intenda avvicinarsi al giardinaggio, sia con un approccio poetico e riflessivo, sia con un'attitudine più concreta e scientifica. Non dimentichiamo però che, oltre al giardino, sopravvive anche un'eredità di affetti, di sogni, d'idee che, come la prima bustina di semi che diede origine al giardino, è destinata a sbocciare e a crescere nel tempo.

giardino con vasca di ninfee - foto di Joanna Wise


Il lago artificiale foto - di Cadre Gatti

sabato 14 settembre 2013

La Conserva della Neve 2013




Segnalata dalla prof. Preschern

La Conserva della Neve

Dal 13 al 15 settembre 2013 avrà luogo l’undicesima edizione della mostra dedicata alla biodiversità vegetale “La Conserva della neve” nel Parco dei Daini di Villa Borghese a Roma. 
Tre giorni per scoprire e riscoprire una collezione di piante eccezionali! 
Sarà l’occasione di ritrovare numerosi professionisti del mondo vegetale,vivaisti e artisti selezionati per la loro eccellenza e competenza; scoprire le ultime novità e approfittare dei consigli degli specialisti. 
Questo irrinunciabile appuntamento per gli amanti del verde comprenderà :
Visita degli oltre 100 stand
Ateliers per grandi e piccoli
Mini corsi di degustazione olio d’oliva
Conferenze e presentazioni di libri
Realizzazioni paesaggistiche
Visite guidate ai Giardini Segreti



inoltre…… per la gioia dei bambini e dei loro genitori, quest’anno La Conserva della neve ospiterà molti amici a quattro (ed anche due, sei, otto) zampe che non dovrebbero mai mancare in giardino: dagli insetti utili, ai coniglietti, cavie, cani per finire con i ponies Falabella; sicuramente verrà notata la presenza di Maya una maialina dei Nebrodi docile e comunicativa come un cagnolino che, tenuta al guinzaglio, girerà per la mostra facendosi coccolare ed accarezzare. Infatti, durante i tre giorni della mostra, un’area del grande rettangolo centrale sarà dedicata all'incontro con gli animali:l'ASD sociale 

Il giardino di Filippo introdurrà bambini ed adulti all'affascinante mondo dei piccoli animali da compagnia e offrirà laboratori didattici tenuti da ragazzi disabili appartenenti all’Associazione ed all’unità Asl Disabile Adulto di Viterbo. 
Con il supporto degli educatori, i ragazzi introdurranno i visitatori, sia adulti che bambini, al mondo agricolo realizzando piccoli orti didattici e giardini in miniatura per farfalle da portare a casa offrendo angoli meditativi realizzati con oggetti e mobili del laboratorio di restauro. I visitatori potranno anche assistere al lavoro ed alla relazione con il pony ed il cane; infatti i cani ed i pony coinvolti sono preparati per interventi assistiti dagli animali ed operano in ambito ospedaliero ed abilitativo. I laboratori, gratuiti, avverranno sia nella mattinata che nel pomeriggio e gli incontri saranno tenuti da personale specializzato nell'educazione e terapia assistita dagli animali.




Molti possessori di giardini, grandi e piccoli, che devono affrontare un clima come il nostro spesso lungamente caldo e siccitoso, potranno prendere spunto dai preziosi suggerimenti del Paesaggista Maurizio Usai che, Venerdì 13,alle ore 16,00, terrà una conferenza affiancato dal “vivaista viaggiatore” francese Gérard Weiner, noto per la notevole collezione di piante adatte ai terreni asciutti che ricerca in tutto il mondo. Entrambi spiegheranno al pubblico il proprio approccio alla realizzazione di un giardino mediterraneo . L’ intervento di Maurizio Usai verterà sugli aspetti più propriamente estetici e compositivi legati al giardino mediterraneo.
Gérard Weiner si occuperà degli aspetti climatici, degli adattamenti vegetali, delle tecniche più appropriate per la messa a dimora delle piante e la manutenzione del giardino.
Inoltre, nel grande rettangolo in terra battuta, Maurizio Usai realizzerà un esempio di “Giardino secco”, cioè composto da quelle piante che sopportano la scarsità d’acqua e le elevate temperature, tipiche del nostro clima . Il progetto comprenderà una striscia, divisa in due parti asimmetriche da un "boschetto primigenio". Da un lato verrà rappresentato un giardino totalmente dozzinale, con tutti gli errori e le pecche possibili, tutte le immagini stereotipate del giardino "mediterraneo"; dall'altro invece un allestimento che mostri soluzioni, piante e composizioni appropriate. Il boschetto fungerà da elemento cerniera che simboleggia l'origine cui idealmente ritornare per una nuova evoluzione portando il tema della luce/ombra che è fondamentale per i giardini mediterranei poichè, come asserisce lo stesso paesaggista, i giardini secchi ombrosi non sono meno interessanti e ricchi di spunti di quelli soleggiati.
Le specie vegetali che comporranno il Giardino “secco” proverranno dai vivaisti specializzati presenti alla mostra tra cui Pepinière botanique de Vaugines di Gèrard Weiner e Vivai Torsanlorenzo che parteciperà come espositore con una collezione di Aloe e Agave presentata dai ragazzi del progetto Verde Speranza da un’iniziativa dell’Associazione Il tetto Casal fattoria Onlus in collaborazione con Vivai Torsanlorenzo. Il progetto è nato per favorire l’inserimento sociale di figure deboli come minori che escono dalle varie case famiglia o minori stranieri non accompagnati, con l’obiettivo di rendere i giovani indipendenti professionalmente e economicamente attraverso l’attività lavorativa. Infatti l’esperienza formativa svolta dai ragazzi presso i Vivai Torsanlorenzo, ha aumentato le loro competenze professionali lasciando loro una formazione generale da poter utilizzare nel settore della manutenzione del verde.
Ai visitatori sensibili alle tematiche ambientali si consiglia di assistere alla conferenza : “Biodiversità e Paesaggio: la “pratica” della Tutela” per scoprire e capire come la tutela della biodiversità e del paesaggio siano una pratica che tutti possono svolgere nel quotidiano. Parteciperanno a questa conferenza numerosi esponenti di rilievo in questo campo: Orietta Rossini Archeologa e Coordinatrice del Museo dell’Ara Pacis di Roma ; Rita Paris Direttore Archeologo della Soprintendenza Speciale Beni Archeologici di Roma ; Riccardo Santolini Presidente Società Italiana Ecologia e Paesaggio ; Lucio Lorenzo PettineArchitetto del Paesaggio ; Cristiana Mancinelli Scotti e Massimo Livadiotti dell’Associazione Respiro Verde Legalberi.




Anche le tematiche dei libri che verranno presentati si collegano in un certo modo all’attenzione ed alla passione per il nostro bel paesaggio italiano sottolineandone in certi casi l’avvenuto degrado ma anche la commovente bellezza e raccontando come alcuni personaggi abbiano corrisposto una “filìa” per le piante tale da conformarne la propria vita ed il lavoro:

 Lucilla Zanazzi presenterà il libro di Giuseppe Barbera“Conca d’Oro” Edizioni Sellerio, un viaggio colto e appassionato tra i profumi e la ricchezza paesaggistica di uno dei più bei siti della Sicilia e del Mediterraneo;viaggio che culminerà purtroppo nello scempio urbanistico avvenuto negli anni ’70 che cementificherà la quasi totalità di questo paradiso per noi oramai perduto.

Andrea Di Salvo presenterà il libro di Lucilla Zanazzi “Uomini e piante” Edizioni Derive e Approdi ; una raccolta di interviste fatte durante un decennio,durante il quale l’autrice sceglie personaggi differenti ma legati da uno stesso “fil rouge” : l’attrazione per così dire reciproca e “fatale” tra ciascuno di loro e le piante;ne deriva una lettura che incuriosisce, avvince e a volte commuove. Molti di questi personaggi saranno presenti alla mostra : sono quei vivaisti eccellenti ed eccentrici,ospiti oramai consolidati de La Conserva della neve.

Nina Prentice, moglie dell’Ambasciatore Britannico in Italia ed esperta giardiniera, presenterà in anteprima il libro della scrittrice scozzese Jenny Condie “The Gardens of Venice and the Veneto” Edizioni Frances Lincoln. Il libro esamina in dettaglio alcuni dei più importanti giardini veneti dalle Prealpi fino alla Pianura Padana e le rive dell’Adriatico soffermandosi sul gioiello più prezioso di questa corona: Venezia. Esso spiega la tipologia dei giardini,la loro trasformazione nel tempo da semplici poderi che garantivano verdura fresca per i gruppi di pescatori delle paludi salmastre,a grandi ed elaborati parchi delle ville dei ricchi mercanti veneziani del XVI° secolo. L’autrice dedica parte del libro ai giardini veneti influenzati da paesaggisti inglesi come Sir Edward Blomfield a cui si ispira il giardino della Vescovana oppure l’Eden Garden alla Giudecca creato dalla sorella ed il cognato di Gertude Jekyll. Le bellissime foto sono di Alexander Ramsay.

Tutti i libri presentati sono in vendita negli stand delle librerie che partecipano alla mostra.
La serie di conferenze e presentazioni di libri avverranno nel bellissimo padiglione marocchino delle conferenze « Makhzen » messo a disposizione dall’organizzazione della mostra e situato nel grande rettangolo di terra battuta al centro dell'area espositiva ,circondato dalle installazioni paesaggistiche.

Come nelle passate edizioni, il pubblico potrà effettuare visite guidate ai Giardini Segreti previa prenotazione alle biglietterie. Tali visite guidate sono a cura di Zetema. Di seguito gli orari :
gruppi di 25 persone:
venerdì pomeriggio : ore 15,00 ed ore 17,00
sabato e domenica mattina: ore 10,00 ed ore 12,00
sabato e domenica pomeriggio : ore 15,00 ed ore 17,00.

Dato il grande successo ottenuto nella scorsa edizione,anche quest’anno adulti e bambini potranno iscriversi ai seguenti laboratori :
“Tutte le declinazioni del verde” : Laboratori creativi di introduzione all’arte floreale occidentale e all’ikebana a cura dell’Associazione Studio Arti Floreali
Come creare piccole composizioni di fiori e foglie nelle suggestive tonalità e sfumature dei verdi guidati da esperti nell’arte della decorazione occidentale e dell’ikebana.
I laboratori,dedicati agli adulti, prevedono una quota di partecipazione di €10,00 a copertura delle spese relative ai materiali forniti e si terranno secondo il seguente calendario presso “ Il Padiglione Marocchino delle Conferenze”:
Venerdì ore 13.30-14.30
Sabato ore 13.30-14.30
Domenica ore 13.30-14.30
Sarà necessaria la prenotazione che potrà avvenire o per E-mail al seguente indirizzo di posta elettronica : artifloreali@artifloreali.it oppure direttamente allo stand
Laboratorio didattico sulle erbe palustri. Intrecciare l'erba, legare la canna: bambini e adulti faranno la conoscenza di materiali e tecniche antichissime grazie all’abilità di Dino e Wally Davanzo che dalle lagune venete arrivano a Roma per esporre le loro creazioni “Stampi e sculture d’erba”.
Su una vecchia barca di palude vengono esposti oggetti costruiti con materiali e tecniche immutate da secoli. Dalle erbe palustri con abbinamento del legno, prendono forma anatre, uccelli di palude e altri oggetti tradizionali di uso domestico. L'esposizione è affiancata da un laboratorio permanente dove ognuno può personalmente sperimentare un inedito contatto con materiali e tecniche millenarie.
Vi saranno due laboratori al giorno della durata di un’ora ciascuno ai seguenti orari : 11,30 e 17,30

La partecipazione è gratuita.

Le novità di questa edizione saranno :
l’Associazione Nazionale Donne dell’olio rivolta principalmente alle donne per contribuire a promuovere la cultura e la conoscenza dell’olivicoltura e dell’olio e,insieme, a raggiungere un’effettiva parità di opportunità e un pieno “equilibrio di genere”. Nello spazio dell’Associazione Nazionale Donne dell’Olio sono esposti tanti e diversi oli prodotti nelle numerose aree olivicole italiane. Tutti gli oli possono essere assaggiati e tecnici esperti assaggiatori iscritti all’albo accompagneranno chi lo desiderasse in un viaggio dal nord al sud d’Italia, proponendo via via oli derivanti da differenti varietà di olive.
Nel corso delle tre giornate sarà poi possibile partecipare a dei minicorsi di degustazione organizzati dall’Associazione Nazionale Donne dell’Olio in collaborazione con l’UMAO - Unione Mediterranea Assaggiatori Olio (è possibile iscriversi presso lo spazio dell’Associazione)
Di seguito gli orari :
Venerdì 13 :
ore 10,30 Minicorso di degustazione olio « L’assaggio facile »
ore 15,00 Minicorso di degustazione olio « I tanti sentori dell’olio – Dal carciofo al pomodoro »
ore 17,00 Minicorso di degustazione olio « Olio buono/olio cattivo – La differenza salta al naso »
Sabato 14
ore 10,30 Minicorso di degustazione olio « Fruttato, amaro, piccante.. Assaggiami: non mi lascerai mai più! »
ore 15,00 Minicorso di degustazione olio « L’assaggio facile »
ore 17,00 Minicorso di degustazione olio « Oli del nord/oli del sud – Un mito da sfatare »
Domenica 15
ore 10,30 Minicorso di degustazione olio « Chi ha detto che gli oli sono tutti uguali? »
ore 15,00 Minicorso di degustazione olio « Si fa presto a dire olio… Assaggiami: ho tante cose da raccontare! »
ore 17,00 Minicorso di degustazione olio « Olio buono/olio cattivo – Dalla parte del consumatore »
La partecipazione è gratuita
. L ‘Asd sociale “Il Giardino di Filippo” proporrà laboratori didattici tenuti da ragazzi disabili appartenenti all’Associazione ed all’unità Asl Disabile Adulto di Viterbo.
Con il supporto degli educatori, i ragazzi inizieranno i visitatori,sia adulti che bambini, al mondo agricolo realizzando piccoli orti didattici e giardini per farfalle in miniatura da portare a casa offrendo angoli meditativi realizzati con oggetti e mobili del laboratorio di restauro. Inoltre Il giardino di Filippo introdurrà bambini ed adulti all'affascinante mondo dei piccoli animali da compagnia: conigli,cani, una maialina dei Nebrodi, ponies Falabella . I visitatori potranno anche assistere al lavoro ed alla relazione con i ponies e con il cane ;infatti i ponies ed i cani coinvolti sono preparati per interventi assistiti dagli animali ed operano in ambito ospedaliero ed abilitativo. I laboratori, gratuiti, avverranno sia nella mattinata che nel pomeriggio. Di seguito il programma dei laboratori :
Il Venerdì pomeriggio sarà volto alla conoscenza dei coniglietti da compagnia, delle caviette, gatti, uccellini e dei benefici insetti da giardino.
Il Sabato mattina e pomeriggio sarà dedicato al mondo del cane e di una maialina.
La Domenica mattina e pomeriggio sarà riservata all'incontro con i piccoli ponies ed il cane.
Gli incontri saranno tenuti da personale specializzato nell'educazione e terapia assistita dagli animali. Tutti gli animali partecipanti sono in possesso dei requisiti veterinari e delle attestazioni psicoattitudinali. Per conoscere in anteprima gli animali coinvolti ,visitare il sito www.ilgiardinodifilippo.com ; FB il giardino di Filippo
Naturalmente i numerosi espositori presenti alla manifestazione soddisferanno le più svariate esigenze del pubblico proponendo,oltre a libri,materiali, arnesi e prodotti per l’ allestimento degli spazi verdi,ogni tipo di piante : dalle acquatiche alle rose,dagli alberi da frutto alle aromatiche,dalle idrangee alle perenni,dalle succulente alle carnivore e tante altre, accomunate tutte dalla vastissima scelta di specie e varietà,caratteristica che ha sempre distinto La Conserva della neve. L’edizione di quest’anno ospiterà anche due stand provenienti dal Marocco che offriranno al pubblico la possibilità di acquistare i magnifici prodotti dell’artigianato marocchino sia in versione classica che rivisitati in chiave contemporanea.
Come per le passate edizioni, l’Associazione continuerà a provvedere alla fornitura di specie botaniche per i Giardini Segreti di Villa Borghese volendo riaffermare il proprio intento di contribuire alla salvaguardia e manutenzione dei parchi storici romani.
Per info contattare il n. 338 2523455 - 388 8652030.


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